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Pubblicato in Il vino della settimana il 11 Luglio 2015
di C.d.G.

Vermentino di Sardegna Doc

Nel 1960 un gruppo di viticoltori del Sulcis, nella Sardegna sud-occidentale, decisero di fondare una cooperativa a Santadi. Si faceva allora quantità con uve ammassate, vinificazioni molto elementari e si vendeva vino sfuso. Il cambio di passo a metà degli anni settanta con un nuovo ed attivo consiglio di amministrazione, ma specialmente col nuovo presidente Antonello Pilloni che comprende che bisogna cambiare filosofia e metodo. Conosce Giacomo Tachis, allora enologo di Antinori, e col permesso del marchese, lo coinvolge nel fare finalmente vino.

Un brevissimo inciso su Giacomo Tachis, che comunque tutti i nostri lettori dovrebbero conoscere. E’ tra i più grandi, se non il più importante, enologo nazionale. Piemontese, approda come direttore tecnico in Marchesi Antinori, dove rimane per 32 anni e dove crea tra gli altri Tignanello e Solaia. Per fortuna gli Antinori non sono egoisti e permettono a Tachis di diventare consulente di varie aziende ed Istituti. Nascono così Sassicaia, Terre Brune, Duca Enrico e tanti altri vini che hanno creato la fortuna dell’enologia italiana. La Sicilia vinicola in particolare deve tanto a Tachis che come consulente dell’Istituto Regionale Vite e Vino l’ha rivoluzionata.
 
Torniamo in Sardegna. Con l’avvento di Giacomo Tachis in Santadi nasce il Terre Brune 1984 il primo rosso isolano barricato, un Carignano del Sulcis che diventa il simbolo e il traguardo per il vitigno; si introduce la selezione in vigna, si applicano i principi della moderna enologia di tipo francese, ma specialmente si valorizzano i vitigni autoctoni, si programmano con metodo gli interventi, insomma si attribuiscono valori ed evidenza al territorio. Fin quando è rimasto in attività Tachis ha continuato a seguire le vicende della cantina.
 
Oggi Cantina di Santadi è una cooperativa per azioni con 200 soci che coltivano 600 ettari di vigneti, in maggioranza di Carignano, poi Vermentino, Monica, Cannonau, Nuragus, pochi internazionali. Le etichette sono 13 per complessive 1,7 milioni di bottiglie. Antonello Pilloni continua ad essere il presidente collaborato dal direttore Raffaele Cani, altro pilastro da oltre 40 anni.


(Raffaele Cani e Antonello Pilloni)

La coltivazione avviene con la lotta integrata e data la ventosità della zona è molto diffuso l’alberello potato basso. Le quote vanno da 0 a 150 metri.

Il Cala Silente costituisce il Vermentino di pregio, ricavato dalle migliori uve raccolte in genere dalle stesse vigne in terreni poveri di materia organica. Vendemmia tra fine agosto e i primi di settembre in cassette con aggiunta di ghiaccio secco per il trasporto; in cantina selezione manuale ed ulteriore aggiunta di ghiaccio. Pressa soffice, fermentazione controllata con lieviti selezionati per circa 10 giorni. A volte ed in parte può fare la malolattica. L’imbottigliamento è effettuato in unica soluzione e riposa per altri 2 mesi. L’enologo è Marco Santarelli con la consulenza di Umberto Trombelli, seguace ed allievo di Tachis.

Versato nel calice il colore è giallo paglierino con tendenze dorate. Un naso di grande eleganza e finezza, intenso di frutta esotica, specie mango, albicocca, pochi agrumi, un bouquet di fiori. Al palato è sapido al punto giusto e fragrante, di equilibrata acidità e lunga persistenza. Un Vermentino sardo come si deve.

Gustiamolo da aperitivo, per accompagnare i crostacei, una zuppa estiva di fagioli freschi, delle sgaloppine al limone, un pecorino sardo. 60.000 esemplari con un prezzo in enoteca di 12 euro. 
 

Cantina Santadi
via Cagliari 78
09010 Santadi (CI)
tel. 0781 950127
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www.cantinadisantadi.it

 

 





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