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Pubblicato in Il vino della settimana
di Redazione

Ci occupiamo di un nuovissimo marchio Feudo di Montagnola al secondo anno di vendemmia, che prende il nome dall’omonima contrada in territorio di Monreale, anche se fisicamente siamo alle porte di Camporeale, scherzo delle assurde delimitazioni comunali.

L’azienda non è giovanissima perchè nasce negli anni 70 quando Giuseppe Marino, affiancando il suo lavoro di bancario, acquista un bel fondo da 160 ha dove impianta tendoni principalmente di Catarratto e di Trebbiano. Erano gli anni in cui si puntava alla quantità, a produrre molte uve da conferire alle cantine sociali. Da venti anni è iniziata la trasformazione togliendo i tendoni e impiantando le controspalliere di varietà più pregiate: Nero d’Avola, Perricone, Grillo, Catarratto assieme ai Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon Blanc, Petit Verdot.
Le vigne sono a quote tra i 200 e i 450 metri attorno alla collina Montagnola in terreni di medio impasto in parte sabbioso e in parte argilloso, senza irrigazione, e sono coltivate da anni in biologico in un’area molto vocata alle buone uve.

Giuseppe ora è coadiuvato dai 4 figli: Cesare, agronomo che quindi si occupa della campagna con l’aiuto di Paolo, Eleonora e Francesco che si sforzano di vendere la produzione. Fino al 2011 tutte le uve erano cedute alle più importanti cantine del circondario e dal 2012 i giovani Marino decidono che è arrivato il tempo di provarci con un proprio marchio, ma nello stesso tempo decidono di affrontare un passo alla volta, testando prima il mercato per cui non realizzano ancora la cantina preferendo vinificare presso altra struttura. Nascono così le prime 3 etichette: un Nero d’Avola, un NdA e Syrah, un Catarratto a cui si aggiunge nel 2013 lo Chardonnay-Viognier. In totale sono 25.000 bottiglie. Se tutto va bene, è pronto il progetto della cantina da realizzare dove già esiste il nucleo dei fabbricati in cui vive la famiglia.

Andando incontro al caldo estivo degustiamo un bianco, fatto da due alloctoni che non disdegnano affatto i suoli siculi. Le vigne sono a 400 metri in suoli sabbiosi a cordone speronato per lo Chardonnay e a guyot per il Viognier, raccolta nei primi di agosto in piccole cassette  e vinificazioni separate. Sotto la guida dell’enologo Sebastiano Polinas lo Chardonnay criomacera per 12 ore a 2-3 gradi, fermenta con lieviti indigeni ed affina in acciaio per 5 mesi mentre una piccola parte va in tonneau di rovere. Il Viognier invece fa una breve macerazione pellicolare a 8-10 gradi e fermenta con lieviti selezionati, affinando sulle fecce fini in acciaio. Dopo la miscela in parti uguali l’imbottigliamento ed un’ulteriore sosta di almeno 3 mesi. I solfiti sono pochi non superando gli 80 mg/litro. I gradi alcolici sono 13,5.

Nel calice il colore è giallo paglierino tenue. Al naso si inizia con sentori vegetali, erbacei e una scintilla di pietra focaia che aumentando l’ossigenazione si arricchiscono di frutta: banana, cantalupo, pesca e di fiori: delicati glicine e viola su tutti. Un olfatto interessante, completo, di buona intensità e di bell’equilibrio. In bocca l’equilibrio si riconferma con la giusta acidità, con l’elegante mineralità e la delicata sapidità. Una corretta struttura e una nota amarevole molto appagante che si mantiene a lungo.

Abbiniamolo a spaghetti alle vongole, ad una frittura di calamari, ad un petto di pollo alla griglia, ad una Vastedda del Belice DOP. Sono 6.000 bottiglie in enoteca a 15 euro.

Feudo di Montagnola
Casa Vinicola
Tenuta Marino

Contrada Montagnola
S.P. 106 km 7
tel. 339 6531535
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www.feudodimontagnola.it





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