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Pubblicato in Il vino della settimana il 10 Marzo 2018
di C.d.G.

di Federico Latteri

Una storia di oltre 300 anni. Che quasi si identifica e si sovrappone a quella del Chianti. Stiamo parlando della cantina Melini, in piena zona Docg di Chianti Classico che ha fatto di questo vino, simbolo del territorio e della Toscana la sua bandietra e il suo fiore all'occhiello. 

Il suo Chianti ha percorso in lungo e largo il nostro pianeta e la Melini è stata la prima cantina in Toscana e tra le prime in Italia ad aver adottato la vinificazione in selezione dei vigneti più vocati secondo “il principio del cru” (“politica del vigneto”) come massima espressione della qualità. I vigneti della cantina si trovano ad un'altitudine media di 300 metri. La cantina si trova sui colli del Chianti Classico lungo la strada che da Poggibonsi porta a Castellina in Chianti. Nel 1970 è stata realizzata, accanto ad un nucleo che era stato realizzato tra gli anni '50 e '60 una moderna cantina su quattro livelli, che è stata concepia per tenere separate le produzioni di ogni singola vigna secondo la tecnica del cru.


(La cantina)

La Melini possiede 554 ettari di terreni. Di questi 136 sono vitati, e distribuiti nelle zone di San Lorenzo, Granaio, Terrarossa e Selvanella. San Lorenzo si trova proprio accanto alla cantina. Si tratta di un vigneto di 58 ettari, dei quali 34 ettari nella zona di produzione del Chianti e 24 ettari nella zona di produzione del Chianti Classico. Granaio si trova a poca distanza da Gaggiano, lungo la strada per Castellina in Chianti, vicino ad un piccolo e pittoresco borgo e un magnifico bosco di cipressi. I vigneti occupano una superficie di 12 ettari. Terrarossa, invece, è situato tra Castellina in Chianti e Panzano in Chianti e si estende per 28 ettari nel Chianti Classico.


(La Selvanella)

Ultimo, ma non per importanza, La Selvanella che si trova in comune di Radda, in provincia di Siena, ma quasi a ridosso del comprensorio di Panzano in Chianti. Su una superficie totale di 139 ettari, adagiato sul poggio di una collina a 400, 600 metri sul livello del mare, si trova il vigneto di 50 ettari a corpo unico, vitato a Sangiovese. Il vigneto rappresenta uno dei migliori cru della zona classica per felice combinazione di terreno, esposizione (sud-ovest) e microclima, con un’illuminazione senza ostacoli. Qui sorge Villa La Selvanella, in un bellissimo punto panoramico. Da questo vigneto, con la vendemmia 1969, nasce il Chianti Classico Vigneti La Selvanella Riserva, uno dei primi vini d’Italia a essere vinificato in selezione e a portare in etichetta l’indicazione del cru di provenienza.


(La bottaia)

E noi oggi raccontiamo proprio questo vino, il Chianti Classico Docg Riserva Vigneti La Selvanella 2013. È prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, raccolte verso la fine di ottobre. Dopo una macerazione di 20 giorni, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox alla temperatura controllata di 27°. Successivamente il vino affina in barrique per 30 mesi prima di essere imbottigliato.

Versato nel calice, presenta un colore rosso rubino scuro abbastanza carico. Al naso è intenso con frutta rossa matura definita in maniera molto nitida, note di vaniglia, un cenno floreale e una punta balsamica. Il sorso è caldo, avvolgente, ben articolato, sapido, dotato di buona acidità e tannini fini. Molto lungo il finale. Buono l’equilibrio che ne favorisce la bevibilità. Evolverà ancora per diversi anni. Abbinarlo è molto semplice: carni rosse a trecentosessanta gradi. Ottimo con una bistecca alla fiorentina. Accompagna bene anche i formaggi stagionati. Si trova in enoteca al prezzo di 22 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Melini
Località Gaggiano - Poggibonsi (Si)
0577 998511
www.cantinemelini.it
www.melinichianti.com


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