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Pubblicato in Il vino della settimana il 02 Febbraio 2019
di C.d.G.

di Federico Latteri

Ci troviamo nella Sicilia sud orientale, area storicamente nota per la coltivazione del Nero d’Avola. 

Il clima caldo e secco, l’intensità dell’irradiazione solare, i particolari suoli e la vicinanza del mare sono tutti fattori che permettono di ottenere rossi dalla personalità unica in un contesto nel quale la vite va facilmente in stress, ma, proprio per questo, riesce a dare grandi risultati.

Riofavara nasce nel 1920 come azienda viticola per poi diventare, nel 1994, vitivinicola. Massimo Padova, l’attuale titolare, dirige le attività seguendo una filosofia produttiva basata su territorio e rispetto per la natura con uno sguardo ragionato nei confronti delle tecnologie che permettono di ottenere in cantina il meglio dalla materia prima.


(Massimo Padova)

La superficie vitata, 16 ettari in tutto, si trova nei comuni di Ispica e Noto ed è divisa in 6 appezzamenti situati in contrade di riconosciuto valore. Le pratiche agricole vengono effettuate seguendo i principi dell’agricoltura biologica ed è presente la certificazione Bioagricert. Si tratta di un aspetto molto importante poiché è proprio attraverso il rispetto dell’ambiente e la conoscenza dei cicli naturali che si riescono ad ottenere prodotti di grande qualità e tipicità.

Vengono coltivate varietà autoctone come Nero d’Avola, Moscato Bianco, Inzolia e Grecanico, accanto alle quali si trovano alcune tipologie di vitigni siciliani reliquia, sia a bacca bianca che a bacca rossa. Per la parte enologica l’azienda sia avvale della preziosa ed importante collaborazione di Graziana Grassini.

L’Eloro Dop Spaccaforno 2015 da noi degustato è un rosso autentico e ben fatto che mostra in modo evidente lo stretto legame con il territorio. Le uve, Nero d’Avola più una piccola percentuale di vitigni reliquia, provengono da 4 ettari di vigneti distribuiti in varie località: contrada San Basilio e contrada Buonivini, dove le viti vengono allevate ad alberello e contrada Miucia, dove troviamo sistemi a spalliera. Il suolo è costituito da terreni di medio impasto tendenti al calcareo e la resa massima è di 1,8 chili di uva per pianta. La vendemmia viene effettuata manualmente con un’attenta selezione a metà settembre.

La fermentazione si svolge in ampi tini di vetro-cemento con il controllo della temperatura e l’utilizzo di lieviti propri. Il vino matura almeno un anno in piccole botti, per l’80 per cento di secondo passaggio e per il 20 per cento di terzo. Segue una fase di affinamento in acciaio ed infine in bottiglia per 12 mesi prima dell’immissione in commercio. Lo Spaccaforno ha colore rosso rubino carico. E’ pulito e piacevole al naso con profumi di prugna, ciliegia, fini sentori di macchia mediterranea e una nota marina iodata. In bocca è fresco, equilibrato e dotato di un gusto intenso e variegato. Delicati e ben levigati i tannini e lungo il finale nel quale è presente una punta sapida. Il suo carattere solare e mediterraneo viene trasmesso con armonia, senza alcun eccesso nella maturità del frutto. Si abbina bene ad arrosti di carne, specialmente di agnello e maiale e a formaggi con media e lunga stagionatura.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Riofavara
Contrada Favara - Ispica (Rg)
tel. +39 0932 959839
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www.riofavara.it

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