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Pubblicato in Il vino della settimana il 19 Gennaio 2019
di C.d.G.

di Federico Latteri

Un sogno. Il suo sogno. Così Giuseppe Brancatelli racconta l'inizio della sua avventura nel mondo dei vini. 

Una passione nascosta, mai sopita, che è cresciuta anno dopo anno. La voglia di avere una tenuta di proprietà è fortissima. E ci sono voluti anni prima di trovare quella giusta, quella che ha fatto scoccare la scintilla e che ha dato vita alla storia di Brancatelli. Lui, che era cresciuto a Mili San Pietro, vicino Messina, nella tenuta di famiglia, insieme al padre, tra sterro del terreno, potatura delle vigne e operazioni di sarchiatura, non poteva far finta di niente. Non poteva nascondere questo amore.


(Giuseppe Brancatelli)

Nemmeno quando, varcato lo Stretto andò a lavorare in Olanda come ristoratore. Un passaggio fondamentale. Non solo perché in quegli anni riuscì a trasmettere la passione per il vino a tutti i suoi clienti, ma anche perché lì capì perfettamente quello che voleva fare nella vita. Ed eccola, allora, la sua tenuta. In Val di Cornia, in Toscana, col mare da un lato e i monti dall’altro. Assicurava un microclima perfetto ed un terreno ideale per la coltivazione della vite. Aveva iniziato a realizzare il suo sogno.


(La tenuta Brancatelli)

Diciassette ettari di vigneto, sette varietà coltivate (Ansonica, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot, Aleatico, Sangiovese), tutto in biologico che Giuseppe Brancatelli definisce "uno stile di vita". Rispetto per i cicli naturali del suolo, delle acque, delle piante e degli animali di un ecosistema. Altrettanto importante è il rispetto della biodiversità. Ogni anno si producono tra 80 mila e 100 mila bottiglie. L'enologo è una delle donne più famose del mondo enologico, Graziana Grassini, "miss Sassicaia". La gamma dei vini comprende sei etichette.

Ci è piaciuto molto il Giuseppe Brancatelli 2015, un Syrah che parla di territorio, portando con sé il sole e le caratteristiche uniche della Costa Toscana. Proviene da un vigneto di circa un ettaro allevato a cordone speronato bilaterale, situato su un suolo argilloso-calcareo di medio impasto. La vendemmia viene eseguita manualmente con un’attenta selezione alla fine di settembre. Ogni pianta produce poco più di un chilo di uva di grande qualità. La fermentazione alcolica si svolge in serbatoi di acciaio a temperatura controllata per 15 - 20 giorni. Segue una malolattica spontanea.

Il vino matura in barrique di rovere di Allier per un anno, successivamente passa un breve periodo in acciaio e poi affina in bottiglia per 12 mesi prima di essere immesso sul mercato. Si presenta molto limpido, di colore rosso rubino carico con riflessi porpora. E’ complesso all’olfatto con fini profumi di piccoli frutti fra cui spiccano le fragoline di bosco, spezie dolci e una lieve nota balsamica. Al palato è ben articolato, mostrandosi fresco all’inizio per poi dispiegare un intenso ventaglio aromatico e progredire verso un lungo finale. Fitti e vellutati i tannini. La struttura e l’astringenza non ne limitano la bevibilità che è invece favorita da un buon equilibrio. Un vino sorprendente che evolverà per diversi anni. Perfetto con le carni rosse, si accosterà bene anche a selvaggina e formaggi stagionati.   

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Brancatelli
Località Casa Rossa, 2, Vignale Riotorto - Piombino (Li)
tel. +39 0565 20655
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.brancatelli.eu

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