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Pubblicato in Il vino della settimana
di Redazione

La nobile famiglia  Spadafora risale al 1230 e nel corso degli anni i suoi componenti hanno occupato importanti cariche ed hanno esteso con alterne quantità i loro domini.

L’attuale azienda fu creata da Don Pietro Spadafora che la ricostruì dopo il terremoto del 1968, ne impiantò nuovi vigneti introducendo anche qualche varietà internazionale. L’odierno proprietario, il figlio Francesco, finito il servizio militare, non ne volle sentire di continuare a studiare, così Don Pietro lo mandò a badare ai loro terreni di Mussomeli che oggi sono tutti seminativi.
 
La parte importante della proprietà, 180 ha, si trova a Virzì, agro di Monreale, anche se è a pochi kilometri da Camporeale e nel 1988, alla morte del padre, Francesco deve occuparsi di tutta l’attività. Fino ad allora avevano una vecchia cantina e facevano il vino come si faceva una volta in Sicilia: uve spremute e vinificazione a temperatura ambiente, vino che di qualità e longevità ne aveva ben poco. Negli ultimi anni addirittura si vendevano solamente le uve e si riusciva a guadagnare un bel niente.

Così Francesco prende la decisione della sua vita, rileva dai fratelli tutta l’azienda, realizza la nuova cantina, razionalizza i vigneti e accanto ai prevalenti Cataratto e Inzolia piantaGrillo e Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot,  molto Syrah e tanto Nero d’Avola, ed ancora continuaa piantarne. I terreni sono a medio impasto sabbioso posti a quote tra i 200 e i 400 metri, vigneti a spalliera e potatura Guyot per oltre 90 ettari e producono Nero d’Avola e Grillo, quindi vini, diversi dagli altri. Infatti la filosofia di Francesco consiste nel totale rispetto di quanto il territorio riesca a dare senza effettuare poi alcun procedimento in cantina che possa uniformare e quindi rendere i suoi vini omogenei a quelli di altri produttori.

La prima etichetta, prodotta nel 1993, si chiama Don Pietro, come il padre, ed oggi in totale sono 13 e complessivamente 250.000 bottiglie che per il 55% vanno nei mercati italiani. Se il grosso della produzione è Syrah e Nero d’Avola (leggasi QUI) oggi commentiamo il Grillo IGP Terre Siciliane nell’annata 2012, l’ultima da poco uscita. E’ un cru ricavato dalle prime vigne di Grillo piantate nel 1996 a 350 metri in circa 2 ettari; una prima parte viene vendemmiata nella seconda metà di agosto e una seconda parte nella prima metà di settembre, per avere condizioni diverse di acidità e di zuccheri. La resa è volutamente bassa, 50 q/ha.

Il mosto della seconda vendemmia viene aggiunto al primo, già in fermentazione, cosicché quest’ultima, effettuata intorno ai 13°, possa durare di più, guadagnandone così il vino in eleganza. Terminata la lunga fermentazione, dopo un travaso, rimane alcuni mesi sulle fecce pulite per acquisire struttura e finezza. Affinamento in acciaio per 10 mesi e in bottiglia per 6. Francesco è un autodidatta, si è fatto l’esperienza studiando e principalmente con una pedante sperimentazione quindi ormai svolge per intero i compiti dell’agronomo in campagna e del cantiniere con la sola consulenza dell’enologo Salvatore Martinico.

Il Grillo versato nel bicchiere ha un classico colore giallo paglierino. Al naso è un Grillo di particolare e diversa personalità: quello che si sente maggiormente sono la nota vegetale e quella minerale, di campagna assolata, di sassi di fiume, di erbe officinali compreso una fogliolina di menta; la frutta è quasi nascosta anche se si avvertono il melone bianco e la mela verde. Un’eleganza austera, nobile come il casato. Al palato è un vino minerale, con l’acidità ben dosata e una sapidità al punto giusto, una densa ed armoniosa struttura che avvolge tutto il palato a lungo lasciando la bocca fresca e pulita, pronta a berne un altro bicchiere. 14° anche se non li dimostra.
 
E’ un bianco quasi universale, capace di abbinarsi ad un’infinità di piatti perchè fine e strutturato nello stesso tempo. Noi l’abbiamo apprezzato con un risotto alla marinara, una frittata ricca di mentuccia, dei formaggi spalmabili, ma anche con un caciocavallo discretamente stagionato. Ne sono state ricavate 7.000 bottiglie che in enoteca vanno a circa 10 euro.

Azienda Agricola Spadafora
Contrada Virzì
90046 Monreale (Pa)
tel. 091 6703322 – 091 514952
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www.spadafora.com





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di Gianni Paternò

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