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Pubblicato in Il vino della settimana il 31 Agosto2019

di Federico Latteri

Enrico Serafino è uno dei nomi importanti nella storia moderna della produzione vinicola del nostro Paese. 

La cantina nasce nel 1878 a Canale, nel cuore del Roero. E' l'inizio di un percorso di successo che porterà i suoi vini in breve tempo sui più importanti mercati mondiali. Oggi è proprietà del Gruppo Campari, entrato a far parte della società statunitense Krause Holdings nel 2015. Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 500 mila.

La gamma di etichette, molto varia, è costituita da spumanti Alta Langa, tipologia di grande successo per la quale l'azienda è considerata un riferimento e vini fermi di prestigiose denominazioni di Langhe, Roero e altre aree del Piemonte. Uniche le vecchie annate custodite nelle cantine che arrivano al 1939 per il Barolo e al 1949 per il Barbaresco.

Abbiamo degustato il Langhe Doc Nebbiolo Picotener 2017, un rosso originale, diverso dal solito, ottenuto da un'antica sottovarietà del vitigno quasi scomparsa, rivalutata da Enrico Serafino. Il Picotener ha caratteristiche particolari, alcune delle quali come la bassa resa produttiva e il basso vigore vegetativo hanno favorito il suo abbandono da parte dei viticoltori.

E' resistente ai climi rigidi e dà vini più colorati con aromi intensi e distintivi. Il progetto è stato portato avanti nella convinzione dell'importanza di riscoprire qualcosa che sia un'autentica espressione indigena del Piemonte. Un ulteriore incoraggiamento a procedere in questa direzione è arrivato dall'articolo pubblicato sull'importante rivista scientifica Nature che ha evidenziato l'esistenza di molte differenze nella genetica dei vari biotipi di Nebbiolo da cui, successivamente, deriverebbe la diversità dei vini ottenuti.

Si tratta della conferma di un aspetto già conosciuto empiricamente. I vigneti dai quali provengono le uve del Picotener si trovano a Canale, su un suolo di natura sabbiosa-argillosa. Hanno 10-12 anni di età, sono esposti a sud, sud est e sud ovest e vengono allevati a guyot. Sia la vendemmia che la selezione dei grappoli su un tavolo vibrante vengono fatte a mano. La diraspatura è seguita dalla fermentazione alcolica in acciaio inox a temperatura controllata con una parte degli acini interi e una parte che è stata sottoposta a pigiatura soffice. La macerazione sulle bucce si protrae per più di 18 giorni. Il vino matura in botti di rovere da 25-40 ettolitri per un anno.

Versato nel calice, offre un colore rosso rubino di media intensità. E' fine all'olfatto con profumi di viola, visciola, un cenno agrumato, una tenue nota terrosa e sentori di spezie. Segue un palato fresco, compatto e articolato, caratterizzato da una progressione che inizia con un ingresso snello, poi acquista consistenza grazie ai tannini ben presenti e termina con una chiusura lunga e sapida. Può essere abbinato a primi piatti ricchi, carni di vario genere, preparazioni a base di funghi porcini e formaggi stagionati dal gusto non molto intenso.           

Rubrica a cura di Salvi Giusino

Enrico Serafino
Corso Asti, 5 - Canale (Cn)
T. 0173 979485
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.enricoserafino.it
 

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