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Pubblicato in Il vino della settimana il 30 Luglio2016

di Gianni Paternò

In quel di Torricella, nel Salento tra Taranto e Gallipoli, Pietro Lacaita aveva ed ancora possiede un’avviata industria metalmeccanica.

La sua famiglia aveva origini agresti per cui la campagna Pietro l’ha mantenuta sempre nel cuore così una ventina di anni fa cominciò ad acquistare terreni nel quadrilatero tra Torricella, Lizzano, Maruggio, Manduria e nel 2006 fece sua la masseria che prende il nome dalla contrada: Trullo di Pezza. La titolare dell’azienda è la moglie Giuseppa Parisi, ma la vera collaborazione viene dalle giovani figlie Marika e Simona.


(Marika e Simona Lacaita)

Ormai Pietro passa il suo tempo dedicandosi principalmente alla campagna: 100 ettari di cui 50 a vigneti, oltre ad altri 8 appena piantati, il resto a seminativo ed uliveti. Pietro ha impiantato le viti, esclusivamente degli autoctoni Primitivo, Fiano, Negramaro, Aglianico e tutta la produzione aziendale è certificata biologica.

 

Nel 2012 si decide di ristrutturare la masseria creando anche la cantina di vinificazione per cui 2 anni dopo abbiamo in commercio i primi vini col marchio Trullo di Pezza. Allora si cominciò con poche bottiglie per testare il mercato fin quando l’anno scorso si è creata una efficiente rete commerciale che ha iniziato con 50 mila bottiglie suddivise in 5 etichette, ma le previsioni sono di un rapido incremento data la qualità dei vini basata sulla valorizzazione delle caratteristiche del terroir e sul loro rispetto in vinificazione.


(La masseria)

Nella masseria anche un punto vendita, anche online, e sala di degustazione molto frequentata dai turisti. A settembre aprirà a Manduria un wine resort: Vinilia, ricavato da un antico caseggiato turrito e merlato.


(Il wine resort Vinilia)

Ci occupiamo del Licurti, il cui nome, come per gli altri vini, si ispira agli aspetti della masseria, in questo caso curti sono le stalle, gli ovili. E’ un Primitivo di Manduria e le uve provengono dai vigneti a spalliera in Maruggio e Torricella. Diradamenti ad agosto e vendemmia nella prima metà di settembre con selezione dei grappoli alla pianta. In cantina dopo la diraspatura si fermenta a temperatura controllata con lieviti selezionati bio, malolattica sempre in acciaio ed affinamento in tonneau da 500 litri per 12 mesi. Segue un abbassamento della temperatura fino a 4°, quindi filtrazione. Pochi i solfiti aggiunti per un totale di circa 90 mg/l. L’enologo è Benedetto Lorusso.

Versato nel calice il colore è rosso granato più che rubino, impenetrabile. All’olfatto è fitto, intenso, austero, perfettamente franco, con note di confettura di prugna ed amarene ma specialmente terziarie di tabacco, pepe nero, cioccolato, qualcosa di cuoio. Accattivante e di grande fascino. La bontà olfattiva si ritrova al palato anzi ancora incrementata; si confermano le note nasali in un insieme di grande equilibrio e profonda struttura arricchita da tannini già morbidi e dalla giusta dose di acidità, potente, leggermente amarognolo, con una persistenza quasi infinita. Insomma un grande vino.

Abbiniamolo a piatti di struttura, a brasati, a primi con sughi, a formaggi stagionati ma apprezzatelo anche in salotto, merita la vostra completa attenzione che ricambierà con tanta piacevolezza. Sono 15 mila bottiglie che allo scaffale trovate a 13 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

 
Masseria Trullo di Pezza
S.P. Torricella-Lizzano
74020 Torricella (Ta)
tel. 099 9872011
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.masseriatrullodipezza.it

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