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Pubblicato in Il vino della settimana il 17 Marzo 2018
di C.d.G.

di Federico Latteri

Marianna Annio e il marito Raffaele Leo sono vignaioli appassionati e tenaci che credono molto nelle potenzialità dell’area di Gioia del Colle e in particolare nei vini che qui si ottengono dalle uve Primitivo. 

Il nome che hanno scelto per la loro azienda, Pietraventosa, riassume in sé gli elementi principali del territorio in cui si trovano, la pietra e il vento. Siamo a circa 380 metri sul livello del mare nel cuore della Murgia, un altopiano con caratteristiche uniche il cui nome deriva dal latino murex che significa roccia aguzza. Qui il terreno è di natura calcarea con rocce carsiche a volte affioranti e strati superficiali di terre rosse e argillose di spessore variabile da 15 a 50 centimetri.


(Marianna Annio e Raffaele Leo)

Si tratta di una situazione difficile in cui la vite deve lottare per portare le sue radici in fondo e trovare il nutrimento necessario alla sopravvivenza. Le numerose e profonde fratture presenti nelle rocce però permettono alle piante di farsi strada in profondità e, nello stesso tempo, impediscono la formazione di ristagni idrici e quindi di marciume radicale, riducendo notevolmente l’incidenza di attacchi fungini. Inoltre la vigoria vegetativa limitata in maniera naturale da queste particolari situazioni pedologiche permette di avere uve con una concentrazione di aromi più elevata.

Il clima gioca un ruolo fondamentale sia per le forti escursioni termiche che nel periodo estivo possono raggiungere i 20 gradi che per i venti che soffiano costantemente mantenendo le vigne asciutte. La filosofia produttiva di Marianna e Raffaele mira a realizzare vini territoriali di alta qualità attraverso una viticoltura rispettosa della natura con bassissime rese per ceppo e scrupolosa selezione delle uve durante la vendemmia. L’azienda è biologica certificata. In cantina si cerca di ottenere il massimo utilizzando attrezzature moderne nel rispetto delle antiche tradizioni. Preziose la collaborazione e l’esperienza dell’enologo Oronzo Alò.


(Il terreno roccioso della Murgia)

Primitivo e Aglianico sono le varietà coltivate nei vigneti che si estendono per circa cinque ettari e mezzo. Annualmente vengono prodotte 30 mila bottiglie, divise in una gamma composta da cinque etichette: due Gioia del Colle Primitivo Doc, l’Allegoria e il Riserva, il Volere Volare, sempre da uve Primitivo, l’Ossimoro e un rosato, l’Est Rosa. Ci è piaciuto molto l’Ossimoro 2015, un rosso intenso fatto con uve Primitivo per l’85 % più un 15 % di Aglianico. Viene affinato un anno in acciaio per il 50 %, mentre l’altra metà matura in tonneau di rovere francese di secondo passaggio. Segue un periodo di permanenza in bottiglia di almeno un altro anno.

Nel calice offre un colore rosso rubino carico. E’ ricco e variegato al naso con profumi nitidi di frutta matura come ciliegia, amarena e mirtillo, confettura di prugne e sentori di spezie dolci. Al palato è pieno, di ottima struttura, grande impatto gustativo e buon equilibrio grazie all’acidità che ben bilancia le altre componenti. Chiude con un finale dominato da note fruttate. Vellutati i tannini e notevole la persistenza. Può essere abbinato a diversi piatti importanti a base di carne. E’ perfetto con i formaggi stagionati. Ne vengono fatte 3 mila bottiglie che si trovano in enoteca al prezzo di 18 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Pietraventosa
Strada vicinale Latta - Gioia del Colle (Ba)
+39  335 5730274
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.pietraventosa.it

 


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