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Pubblicato in Il vino della settimana
di Redazione

Verdeca.

Il Castello di cui parliamo in realtà dal  1482 era un monastero di monaci basiliani e diventa castello perchè nell’800 una famiglia francese della Borgogna che aveva avuto i propri vigneti distrutti dalla fillossera cercando climi aridi comprò monastero e terreni intorno e siccome in Borgogna come rosso si fa quasi esclusivamente Pinot Noir, e quello conoscevano, ve lo piantarono. Poichè molte, se non la maggior parte, delle cantine transalpine sono chiamate Chateau, il monastero non fu da meno. Questo fino al 1908 perchè i francesi vendettero tutto e se ne tornarono nei loro lidi anche perchè in realtà quelli non erano territori adatti al difficile e nobile Pinot.
 
La tenuta, a Salice Salentino, allora 15 ha di vigneto, fu acquistata dalla famiglia Seracca Guerrieri che continua a ad occuparsene. Oggi sono 200 ha di cui 140 a vigneti, prevalentemente a bacca rossa di Primitivo, Malvasia Nera, Negramaro; il Castello è diventato anche sede turistica e di eventi, un wine-shop che vende i prodotti del territorio che è anche museo del vino, 5 comode camere. Dal 1990 del Pinot non c’è più traccia, ma solo vitigni autoctoni. Altro possedimento di 50 ha nei terreni sabbiosi di Tuturano  (Br) dove ci sono i bianchi e a Trepuzi (Le), sul calcare, dove c’è il Negramaro. A parte il Salice Salentino tutti i vini sono di monovitigno ed in totale sono quasi 2 milioni di bottiglie, oltre la metà nella linea base Feudo Monaci che va anche nella GDO. Mercato principale è l’estero. Della famiglia, Vitantonio si occupa della campagna da quando aveva 15 anni, il figlio Luigi è responsabile della produzione e vendita, la sorella Vittoria aiuta la madre nell’attività di ricezione.

Il vino che recensiamo è di Verdeca, un vitigno tipico pugliese anche se in calo, in genere abbastanza neutro che veniva utilizzato specialmente per fare il vermouth. Sono 15 ha a guyot piantati nel 2004 in terreni a pochi metri di quota ma con buona escursione termica, a 2 km dal mare, vendemmiati a fine agosto per evitare un grado zuccherino eccessivo perchè l’intendimento è di fare un vino leggero da 12°, da bere in estate. Macerazione con le bucce di circa 7 giorni a temperature basse in riduzione di ossigeno per riuscire ad ottenere belle note fruttate da un vino poco profumato. Lieviti selezionati, imbottigliamento nei primi di gennaio e praticamente commercializzato subito perchè è un vino già pronto, da bere giovane. Enologo è Leonardo Sergio.

Il Petraluce, il cui nome indica le caratteristiche peculiari del suo territorio, nasce proprio con l’anno 2012. Nel calice il colore è giallo paglierino. Al naso si esprime con molta frutta e qualche fiore e man mano che si ossigena escono pure note vegetali; così il bouquet si ritrova in perfetto equilibrio tra frutta tropicale e pesca, fiori di glicine e violetta, erba di fieno falciato. In bocca entra morbido poi va crescendo in acidità, mineralità e una buona sapidità, si riavverte la frutta questa volta più acerba. Un corpo denso e una bella struttura che fa sentire un vino addirittura più alcolico dei suoi 12 gradi, un finale secco e lungo. Un bel prodotto che invita a bere e che dimostra che anche dalla Verdeca si possono cavare belle sensazioni.
 
Da abbinare a pesci grassi, ad una pasta col pesto di basilico, anche con un petto di pollo alla griglia. 20 mila bottiglie il cui prezzo medio in enoteca è 8,50 euro.

Castello Monaci
Contrada Monaci
via Case Sparse
73015 Salice Salentino (Le)
tel. 0831 665372 - 666071
www.castellomonaci.it
www.castellomonaci-winetour.it





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