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Pubblicato in Il vino della settimana il 05 Marzo 2016
di C.d.G.

Basilicata Igt

di Gianni Paternò

Taverna è una contrada di Nova Siri nella Basilicata che guarda verso lo Ionio, non distante dalla Puglia. A Taverna già nel dopoguerra Pasquale Lunati aveva una grande azienda agricola: cotone, liquirizia, agrumi, pesche, foraggi ad allevamenti per latte e carne costituivano la sua attività e cominciò anche a piantare vigne. Un’azienda familiare di 280 ettari dove nel tempo l’evoluzione si è indirizzata verso la qualità, verso il biologico. Un’azienda dove gli attuali proprietari sono agronomi: Pasquale ed il padre Egidio, coadiuvati da altri agronomi e dove la scienza affianca l’esperienza. Con la scienza dell’Istituto di Enologia di Conegliano Veneto dagli anni '80 si è dato un assetto razionale ed efficace ai 20 ettari di vigneti comprendenti Aglianico, Primitivo e Greco oltre ai classici internazionali. Vigneti vicino al mare ed a quote che al massimo arrivano ai 120 metri.

(Pasquale Lunati) 

Nel 1992 viene acquisita una nuova Tenuta: Valle Rita, proprio limitrofa alla Puglia, arance e clementine, tutte in bio ed attorno alla storica torre grecata normanna si realizza un complesso agrituristico dove praticamente c’è di tutto: la parte agricola e zootecnica, piscina, tennis, ristorante, appartamenti.

(Borgo Valle Rita) 

Una volta collaudate le uve e sperimentata la vinificazione nel 2007 si realizza la nuova cantina, interessante anche sotto l’aspetto architettonico, dove regnano la temperatura controllata e l’azoto per allontanare l’ossigeno quando questo costituisce una minaccia. In cantina sono ben accette le visite e le degustazioni delle 8 etichette. L’enologo interno è Patrizio Clori che si avvale della guida costante da parte di Emiliano Falsini. Le bottiglie sono 100 mila che per l’80% hanno preso il passaporto per l’estero.

(La cantina) 

I 2 ettari di Primitivo a Guyot si trasformano per metà in rosso e l’altra in rosato. Degustiamo il rosso la cui uva è vendemmiata a mano nei primi di settembre, fatte rinfrescare per 48 ore a 13° nelle ampie celle frigorifere che servono normalmente per la frutta.

(Grappoli di Primitivo) 

Dopo la diraspatura e la pigiatura la vinificazione avviene in tini orizzontali ruotanti lentamente a temperatura costante e con piccola immissione di ossigeno fino a 15 giorni. I lieviti, come per tutti i rossi da oltre 5 anni, sono spontanei e l’affinamento avviene in solo acciaio fino a maggio e dopo per un anno in bottiglia. Irrisori i solfiti aggiunti, al massimo 20 milligrammi per litro.

Versato nel bicchiere il colore è rosso rubino allegro ed intenso con ampie sfumature viola. Al naso un buon spessore di frutta rossa, prugna ed amarena su tutti, spezie con evidenza di pepe nero, qualcosina di vegetale. Franco e piacevole. In bocca è addirittura migliore: bella fragranza, ottima struttura, acidità e tannini rotondi, lungo con una caratteristica tutta sua: un’interessante commistione di dolce ed amaro che equilibrandosi a vicenda lo rendono avvincente ed invitante alla bevuta.

Abbiniamolo con primi gustosi, con carne in vari modi, con una provola di vacche podoliche. Le bottiglie sono 10 mila ed il prezzo interessante è di 8 euro. Un Taverna che non è affatto da taverna, un rosso che dimostra ancora una volta che non è indispensabile il legno per fare un buon vino.
 

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Taverna Soc. Agr.
località Taverna
75020 Nova Siri (Mt)
tel. 083 5877083
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.aataverna.com
www.vallerita.com













 


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