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Pubblicato in Il vino della settimana il 23 Settembre 2017
di C.d.G.

 


 

di Federico Latteri

Ca’ di Rajo è una cantina a gestione familiare situata nella Marca Trevigiana, nel cuore del territorio della Doc Piave. 

E’ guidata da tre giovani fratelli, Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, nipoti del fondatore Marino Cecchetto. Ciò che caratterizza fortemente l’azienda è la presenza nei vigneti di un’antica forma di allevamento della vite diventata oggi molto rara, la Bellussera. Si tratta di un metodo ideato alla fine dell’Ottocento dai fratelli Bellussi per combattere la peronospora. Prevede l’impiego di pali di legno di circa 4 metri di altezza collegati da fili di ferro disposti a raggi. Il sesto di impianto che si realizza è ampio e ogni palo sostiene 4 viti alzate circa 2 metri e mezzo dal suolo da ognuna delle quali si sviluppano cordoni orientati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare. In questo modo si viene a formare una raggiera, un vero e proprio spettacolo naturale che lascia stupito ogni osservatore.


(Le tenute con le bellussere)

La coltivazione viene eseguita manualmente, la vendemmia e la potatura sono fatte a circa tre metri di altezza. L’impossibilità di meccanizzazione è il principale motivo per cui questo sistema è stato sempre più abbandonato, pur offrendo alcuni vantaggi come ad esempio la protezione dei grappoli nel corso di annate particolarmente calde.

“Le Bellussere sono un patrimonio storico da custodire su cui si fonda la memoria della nostra identità e la tipicità di un territorio. Da questi vigneti che oggi hanno 70 anni siamo partiti per costruire la grandezza del nostro futuro”. Questo il pensiero di Simone Cecchetto che ci fa capire quanto l’azienda tenga alla tutela di questa antica pratica. Nei 15 ettari di vigneti coltivati a Bellussera si trovano diverse varietà: Raboso, Glera, Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon, Verduzzo, Merlot e Manzoni Rosa.


(La famiglia Cecchetto)

La superficie vitata complessiva si estende per 90 ettari dai quali l’azienda produce 2 milioni di bottiglie, divise tra varie tipologie: Prosecco Docg Valdobbiadene, Prosecco Doc Treviso, vini della Doc Piave, etichette a indicazione geografica tipica sia di bianchi che di rossi e vari spumanti tra i quali quello ottenuto dal raro vitigno Manzoni Rosa. Molto buono il Raboso del Piave Doc Sangue del Diavolo 2013, un rosso succoso e di ottima struttura che ben esprime le caratteristiche del territorio di provenienza.

E’ ottenuto da Raboso in purezza, in parte coltivato a Bellussera. Il 90 % delle uve viene surmaturato in pianta e il vino ottenuto matura in botti di legno da 12 ettolitri per 24 mesi, il rimanente 10 % è fatto appassire in fruttaio e il prodotto della vinificazione matura per 12 mesi in barrique. Presenta un colore rosso rubino scuro molto carico.

E’ pulito e di buona intensità all’olfatto con profumi di frutta matura come prugna, mora e amarena, accompagnati da una fine speziatura dolce. Il sorso è pieno, avvolgente, di ottimo corpo e notevole intensità gustativa. Ben presente e morbida la componente tannica. E’ equilibrato e dotato di un lungo finale in cui sono evidenti note fruttate e di vaniglia. Si abbina bene a piatti di carne di una certa consistenza come arrosti, bolliti, brasati e cacciagione. Ne vengono fatte 10 mila bottiglie l’anno che sono vendute sugli scaffali delle enoteche al prezzo di 14 euro.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Ca’ di Rajo
Via del Carmine, 2/2 – Rai
San Polo di Piave (Tv)
+39  0422 855885
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www.cadirajo.it

 










 


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