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Pubblicato in La guida il 17 Gennaio2022
Nicola Tinto Pridente, Massimo Corrado, Antonio Paolini, Leila Salimbeni

Già il titolo “Cantine d’Italia”, instilla l’idea che non si tratta della solita guida dei vini magari riservata da un pubblico di specialisti e di super appassionati.

Sfogliandola, si ha la conferma che il contenuto corrisponde allo slogan di copertina, scritto sotto tre impronte, “guida per l’enoturista”. Infatti, si tratta di una guida pensata per i turisti del vino, che racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”. Ovvero, la cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti. La Cantina che, nel corso degli anni, è diventata a pieno titolo un luogo di promozione del territorio, perché invita al viaggio e comunica con la sua realtà un’identità territoriale fatta di tutto quanto ruota attorno: il paesaggio, i vigneti, la tradizione del luogo, i borghi. E, quindi, una guida che privilegia il tema della narrazione perché raccontando la cantina, svela le vicende che stanno attorno al vino e aiutano meglio a comprendere il profilo di ogni realtà. Ed è Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore editoriale, a spiegare che c’è “un obbiettivo di fondo che anima questa Guida, raccontare attraverso l’Italia del vino una bella idea d’Italia, uno dei volti più belli del nostro Paese. Vigneto e vino ci conducono in ogni regione, in tantissimi siti ed angoli del Paese. La cantina è la meta, il luogo animato dove storie di vini e persone si intrecciano, dove il vino è la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere”. E, così, Go Wine, con questa guida mantiene inalterata la sua missione di promuovere la grande accoglienza italiana in cantina e comunicare anche attraverso un volume l’identità dell’associazione. Il volume si apre con due “Finestre sul vino”, a cura della giornalista Leila Salimbeni (Spirito DiVino) e del conduttore televisivo e radiofonico Nicola “Tinto” Prudente, che hanno partecipato alla presentazione della guida, che si è tenuta a Milano. Ci sono, poi, dieci interviste a uomini e donne del vino, esponenti di cantine selezionate in guida come, per citarne qualcuno, la piemontese Mariuccia Borio di Cascina Castlèt, la lombarda Ottavia Giorgi di Vistarino della Conte Vistarino, il veneto Armando Castagnedi della Tenuta Sant’Antonio, il toscano Giovanni Busi di Travignoli, i lucani Erminia e Rocco d’Angelo della D’Angelo, i sardi Piero Canopoli e Giuliana Dalla Longa di Murales.

Nelle sue linee generali il volume (576 pagine, 18 €) si presenta come un articolato repertorio di cantine (820 con 4.400 vini segnalati e 1.500 indirizzi per mangiare e dormire), presentate in ordine alfabetico per regione, ricco di dati e riferimenti. Poi ci sono 245 “Impronte Go Wine” che rappresentano un segno di “eccellenza” nel campo dell’Enoturismo nazionale e costituiscono una sorta di segno ideale che Go Wine attribuisce alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo. Nell’edizione 2022 salgono a 16 le cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine” e, cioè le piemontesi Ceretto, Fontanafredda e Malvirà; le lombarde Bellavista e Ca’ del Bosco; la trentina Ferrari; le toscane Badia a Coltibuono, Capezzana, Castello Vicchiomaggio e San Felice; l’umbra Lungarotti; l’abruzzese Masciarelli; la campana Feudi di San Gregorio; le siciliane Donnafugata, Florio e Planeta. Per la terza edizione consecutiva, la guida presenta i “Percorsi Autoctoni” che con il simbolo dell’acino in carrozzina (legato al tour di Autoctono si nasce di Go Wine in Italia) vengono segnalate cantine che, negli ultimi tempi, hanno condotto un lavoro di ricerca e attenzione a favore di vitigni autoctoni, con un occhio di riguardo verso quelli rari o comunque meno conosciuti. Per ogni cantina c’è una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; dal racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere. La cantina, poi, è presentata attraverso una valutazione in stelle (su scala 5), suddivisa nei tre aspetti che sono ritenuti rilevanti dalla Guida: sito, accoglienza, vini. Infine, sempre nel corso della presentazione milanese, la consegna ai vincitori, di 8 “Premi Speciali” attribuiti a cantine che hanno raggiunto particolari livelli di eccellenza in determinati ambiti.

Questi i premi:

  • “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno a AgriRelais Baglio di Pianetto di Santa Cristina Gela;
  • “Cantine Golose” per la tavola aziendale dell’anno a Vineria De Tarczal di Isera;
  • “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno a Marchesi Alfieri di San Martino Alfieri;
  • Premio Enocultura al Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello presso Fattoria dei Barbi di Montalcino;
  • “Autoctono si nasce” all’Alto Adige St. Magdalener Classico Moar della Cantina Produttori di Bolzano;
  • “Buono…non lo conoscevo!” a Barbagia Igt Granazza della Sedilesu di Mamoiada;
  • “Vini Storici d’Italia” a Sforzato di Valtellina Sfursat 5 Stelle della Nino Negri di Chiuro;
  • Premio “Gioacchino La Franca”, riconoscimento della Community dei soci Go Wine per l’esperienza in cantina dell’anno a Il Palagione di San Gimignano.

Michele Pizzillo

Cantine d’Italia 2022
Go Wine Editore
Pagine 576
Prezzo 18 €
www.gowinet.it

 

 

 

 

 

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