Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'appello

“Facciamo come in Usa, una black list per i clienti morosi”

22 Maggio 2012


Da sinistra Rosolino, Natale e Nino Alessandro

Combattere la crisi con una nuova proposta.

“Che certo non serve a fare chissà quali guadagni, ma a dare una scossa alla nostra azienda ed al mercato del vino in generale”. Parole di Nino Alessandro, titolare dell’omonima cantina che si trova a Camporeale, nel palermitano. Che presenterà agli inizi del nuovo anno una riserva di Kaid che, probabilmente sarà chiamata “La riserva di famiglia”. Duemila bottiglie magnum. Tutte numerate. Per clienti scelti. Da prenotare praticamente subito. Anche se sul mercato il vino sarà disponibile solo a gennaio 2013. Alessandro traccia un bilancio del mercato 2012 e fa le previsioni sul mercato nazionale ed internazionale. “La crisi c’è – dice – inutile nasconderla. Però noi abbiamo chiuso i nostri conti con un leggerissimo attivo. Roba del 2-3 % in più. Comunque un bilancio positivo”.

Per Alessandro il problema principale riguarda il ritardo dei pagamenti dei clienti.  “Come facciamo a lavorare in queste condizioni?”. Secondo Alessandro sarebbe una soluzione istituire una black-list, una sorta di libro nero dove inserire tutti quei clienti morosi. “Unirci, tutti i produttori intendo e creare questa lista di cattivi clienti – spiega Alessandro – Chi è inserito qui non può assolutamente acquistare nulla”. Una pratica già dìffusa in tutto il mercato statunitense, dove gli stessi produttori sono obbligati a segnalare i ritardi dei pagamenti pena il pagamento di una penale. “Adesso valuto bene gli ordini che ricevo – dice – e rifiuto, se la cosa non mi convince. Preferisco non vendere piuttosto che inseguire anche per un anno un debitore”.

“La crisi esiste, “anche se il termine corretto mi sembra scoraggiamento”. Per Alessandro la gente ha paura di investire. Questo perché le banche pretendono garanzie maggiori di quelle che c’erano un tempo “ed i contributi li puoi avere solo se hai a disposizione un buon gruzzolo, visto che ti danno al massimo il 50 % del tuo investimento”. Alessandro, però, si è concentrato sul mercato nazionale. “Una scelta logica in questo momento – dice – anche se stiamo valutando il mercato americano, Brasile in particolare, senza trascurare la Cina e l’India”.

Una Sicilia in grado di reggere il confronto con le altre regioni produttrici di vino. “A livello di vini rossi siamo i migliori in Italia – dice – nei bianchi possiamo migliorare”. Una critica al Vinitaly, “così non serve a niente, meglio un incontro con soli addetti ai lavori” ed un occhio al potenziamento dell’azienda di famiglia con il miglioramento della linea di imbottigliamento e dei vigneti, l’innovazione tecnologica e la realizzazione di una migliore strada d’accesso. Uno sguardo al passato recente con l’esperienza in politica, dove “paradossalmente è meglio che non sia arrivato, perché fare politica è una cosa in cui non riesco ad identificarmi – dice –. Ho visto troppe cose strane, meglio fare l’imprenditore”, ed un sogno del cassetto. Che non ha nulla di materiale. “Vorrei maggiore collaborazione con le istituzioni – rivela Alessandro –. Maggiore tutela per chi vende e poi non viene pagato”. Un sorso di vino e poi di nuovo al lavoro.

Azienda vitivinicola Alessandro di Camporeale
Contrada Mandranova 
90043 Camporeale (PA)
Tel. 0924 37038
www.alessandrodicamporeale.com/it/

Giorgio Vaiana