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Pubblicato in Scenari il 22 Gennaio2014

Il mondo del vino dovrebbe puntare tutto sulla Generation X.

 Almeno in questi tempi e nel prossimo futuro. La classe dei Millennials, la fascia dei consumatori giovani, a cui guardano oggi tutte le aziende vinicole, non hanno ancora quel potere d'acquisto, quel reddito che può sostenere il mercato del vino, equiparabile alla generazione dei Baby Boomers coloro che negli anni post Seconda Guerra Mondiale sono stati i protagonisti dell'età d'oro dei consumi e che dagli anni '90 hanno costituito anche la principale fetta della domanda per il mercato del vino. Lo dice una ricerca condotta dalla Silicon Valley Bank sullo scenario futuro del consumo di vino. Il ricambio generazionale, avvertono gli analisti, cioè il turn over della compagine dei benestanti d'oltreoceano, creerà un vuoto nella domanda che peserà sul bilancio di chi produce vino, portando ad un calo dei consumi. I colletti bianchi, i benestanti, che oggi hanno tra i 48 e i 65 anni sono vicini alla pensione e negli States ogni giorno a ritirarsi dal mercato del lavoro sono ben 11.500. Questa fascia rappresenta il 44% delle vendite di vino. Gli analisti hanno messo a paragone lo stato di salute economica del gruppo dei giovani wine lover e dei Baby Boomers dichiarando che il primo non potrà mai godere dello stesso benessere che ha caratterizzato lo stile di vita del secondo. La capacità di spesa dei Millennials è ridotta, sono stati travolti in pieno dalla crisi e le prospettive sono ancora interessate da turbolenze economiche, e di conseguenza sono diminuite le opportunità per creare ricchezza e reddito. 

I ricercatori quindi puntano i riflettori su una fascia attualmente poco presa in considerazione dagli studi di marketing di molte aziende statunitensi, la Generazione X, composta da consumatori di età compresa tra i 36 e i 47 anni, un cuscinetto che potrebbe sostenere i cosumi nel breve periodo.

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