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Pubblicato in Scenari il 15 Aprile2015


(Domenico Zonin, presidente Uiv)

“I dati Agea definitivi sulla produzione di vino nel 2014, indicano una produzione complessiva tra i 41 e i 42 milioni di ettolitri, esclusa la feccia, confermando le nostre previsioni diffuse con Ismea a settembre”.

Lo ha detto Domenico Zonin, presidente di Unione Italiana Vini che poi continua: “Anche in termini di qualità il quadro che abbiamo delineato in fase vendemmiale si è confermato corretto. È importante per il nostro settore poter contare su previsioni vendemmiali adeguate perché aiutano gli imprenditori vitivinicoli ad affrontare con serenità il mercato, tenendolo al riparo da manovre speculative, ritornando molto utili anche agli operatori del commercio per impostare politiche di vendita in grado di favorire la crescita complessiva del mercato e le esigenze dei consumatori”.

I dati sono stati diffusi dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali alla Commissione Europea. Sono stati prodotti 44,7 milioni di ettolitri, espressi in vino feccioso, quindi si parla di una produzione di vino “pulito” (esclusa la feccia) che si aggira tra i 41 e 42 milioni di ettolitri.

“È bene ricordare – conclude Domenico Zonin - che quasi metà della nostra produzione è destinata all’export. Nel 2014 (dati definitivi pubblicati dall’Istat ad aprile), con 20,4 milioni di ettolitri commercializzati oltre confine, siamo stati l’unico grande Paese esportatore a incrementare il proprio export sia in volume che in valore”.

Ma, intanto, la vendemmia 2014, insieme alla vendemmia 2012, è la peggiore dal 1950, come ha confermato la stessa Coldiretti. Numeri che avevano anche indotto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a parlare di un 2014 “di straordinaria emergenza.
Il calo si aggira intorno al 15 per cento: numeri impietosi che hanno anche provocato la perdita del primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia. 

I cali maggiori nelle regioni del Sud e in particolare in Puglia e Sicilia, con una perdita del 30 per cento, mentre le regioni del Centro sono le uniche a far registrare un aumento produttivo, attorno al 10%, e il raccolto è invece in calo in tutte le regioni del Nord.
Dal punto di vista qualitativo, la stagione è stata fortemente influenzata dalla piovosità che ha alimentato incertezza e impegnato notevolmente gli agricoltori nella difesa dei grappoli.

La vendemmia in Italia coinvolge 650 mila ettari di vigne, dei quali ben 480 mila Docg, Doc e Igt e oltre 200 mila aziende vitivinicole dalle quali si attiva un motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino, realizzato per oltre la metà all’estero. Una ricaduta occupazionale stimata complessivamente in 1,25 milioni di persone che riguarda sia quelle impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro.

C.d.G.

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