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Pubblicato in Scenari il 20 Luglio 2017
di C.d.G.

No alle elezioni straordinarie: si va avanti con il vicario. Nessuna apertura da FederVini: "Rimaniamo fermi sulla nostra decisione di non far parte di Uiv"


(Sandro Boscaini, Lamberto Frescobaldi, Riccardo Ricci Curbastro ed Ernesto Abbona)

Il giorno dopo le dimissioni di Antonio Rallo da presidente dell'Unione italiana Vini, le reazioni del mondo enologico italiano non si sono fatte attendere. 

Il primo a parlare è Sandro Boscaini, presidente di Federvini, che ha capeggiato la "sommossa" di molte aziende che sono fuoriuscite da Unione Italiana Vini. "Personalmente le dimissioni di Rallo mi dispiacciono perché era un interlocutore capace e ho rapporti buonissimi con la loro famiglia; soprattutto li avevo con il padre, venuto a mancare troppo presto - dice Boscaini - Adesso si volta pagina e si pensa ad un nuovo inizio. Spero che il sostituto di Rallo abbia la competenza e l'autorevolezza dimostrata da Antonio". Ma non è stata proprio l'elezione di Rallo a farvi abbandonare Uiv? "No - spiega Boscaini - avevamo chiesto di prendere tempo per portare avanti un progetto importante di unificazione dell'intero mondo del vino. Per questo avevamo chiesto la nomina di un manager per Uiv che sapesse guidarci in questo processo di unificazione. Nei fatti tutto questo non è avvenuto. A Rallo avevamo fatto presente il nostro progetto e ci saremmo aspettati un momento di riflessione, o quanto meno di valutazione della nostra idea. Tutto questo non è avvenuto ed abbiamo scelto di fare il nostro cammino da soli. Al momento non mi pare che ci sia un cambiamento in atto rispetto ad una linea stabilita da Uiv che non vogliamo giudicare e che, comunque, non era quella che auspicavamo. Quindi, anche senza Rallo non credo ci siano elementi nuovi che ci permettano di tornare sui nostri passi. Dunque rimaniamo fuori. Credo comunque che serva un presidente che compatti l'ambiente. Non so bene adesso come sono gli equilibri interni".

Per Lamberto Frescobaldi, presidente della Federazione Nazionale dei Viticoltori e Produttori Vinicoli, se da un lato le dimissioni di Rallo sono state improvvise, non sono state tanto inaspettate: "Antonio quando fa una cosa la fa con tutto il cuore - spiega - Dopo la morte del padre era chiaro a tutti che, al di là della sofferenza, Antonio avrebbe avuto un carico maggiore sulle spalle. Ce lo ha spiegato che non era più in grado di conciliare la gestione dell'azienda di famiglia e il ruolo di presidente di Uiv come avrebbe voluto fare. Sono grato per quello che ha fatto, ma da produttore e titolare di azienda, lo capisco". Per Frescobaldi, però, in questo periodo Uiv ha fatto tanto per compattare l'ambiente vitivinicolo italiano: "Non lo diciamo tanto all'esterno - dice Frescobaldi - ma vi assicuro che è stato fatto un lavoro egregio e, rispetto allo scorso anno, Uiv, al netto delle aziende che sono uscite (alcune secondo Frescobaldi sarebbero rientrate, ndr), ha 42 soci in più". Rimane il nodo FederVini: "Non tenderò loro la mano di certo - dice Frescobaldi - lo faccio solo con alcuni dei loro soci con cui i rapporti sono sempre buoni. Credo che non bisogna guardare nel medio periodo, ma alle cose importanti. Bisogna avere pazienza". Nessuna votazione straordinaria per l'elezione del nuovo presidente: "Andremo avanti con Ernesto Abbona, il vicario fino alla scadenza del mandato (maggio 2019, ndr) - dice Frescobaldi - Una persona esperta e di vecchia data che conosce le cose e la struttura. Poi si vedrà".

"Comprendiamo le ragioni di Antonio Rallo - dice Giuseppe Liberatore, ex presidente di Aicig, l'associazione che racchiude i prodotti agricoli italiani a denominazione (Dop e Igp), escluso il vino, ora Ad di ValorItalia - Gli impegni sono notevoli e ci sembra che Rallo abbia fatto una scelta di testa". "Ringrazio Antonio Rallo perché è stato un anno di fattiva e sincera collaborazione", conclude Riccardo Ricci Curbastro, presidente di FederDoc. 
 

G.V.



 


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