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Pubblicato in Scenari il 04 Dicembre 2017
di C.d.G.

L’Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (Euipo) ha respinto la richiesta di annullamento del marchio europeo “Amarone Families - Famiglie dell’Amarone d’Arte” che il Consorzio aveva proposto


(Maria Sabrina Tedeschi)

L’Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (Euipo) ha respinto la richiesta di annullamento del marchio europeo “Amarone Families - Famiglie dell’Amarone d’Arte” che il Consorzio aveva proposto. Il Consorzio è stato altresì condannato alla rifusione delle spese.

Lo comunica con una nota stampa l'Associazione Le Famiglie dell’Amarone d’Arte che raggruppa 13 marchi storici di Amarone (Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d’Orti, Venturini, Zenato), riconosciuti e premiati a livello internazionale. “Il marchio europeo e il bollino dell’Associazione Le Famiglie dell’Amarone d’Arte sono quindi perfettamente validi e la decisione europea fa cambiare lo scenario”, dichiara la Presidente Maria Sabrina Tedeschi, specificando che “la decisione europea ci dà ragione sull’intera linea difensiva proposta dai nostri legali, sia in campo di marchio sia in campo di "A" preteso come laudativo”.

La Decisione dell’Autorità Europea, infatti, rigetta ogni richiesta del Consorzio sia in merito al presunto uso illegittimo di una denominazione protetta in marchio privato, sia sull’uso del termine Arte, non ritenendolo né laudativo né ingannevole per il consumatore, precisando che il termine “d’Arte” richiama unicamente il fatto che Le Famiglie dell’Amarone d’Arte seguano modalità e tecniche considerate corrette. Il provvedimento emesso in sede europea e relativo al marchio riconosciuto a livello europeo è totalmente opposto e antecedente di quattro mesi a quello del Tribunale di Venezia, che peraltro si riferisce al solo marchio Italiano (leggi questo articolo). Due decisioni in netta opposizione relative a un marchio di contenuto identico, ma a questo proposito è utile ricordare che il sistema di tutela relativo alla protezione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche è basato interamente su una normativa europea che prevale sulla legislazione nazionale del paese membro.

“In merito al contenuto delle decisioni sopra ricordate (e fatta salva l’impugnazione della sentenza veneziana per ottenere il coordinamento alla pronuncia europea) – commenta la Presidente - stiamo tentando di percorrere con il Consorzio una strada verso il dialogo e la mediazione. Questo per il bene di tutto il territorio: il contrasto, da noi subito, ha fatto male all’intero territorio, distogliendo l’attenzione alla risoluzione delle vere criticità della Denominazione”. Si augura di trovare nel Consorzio della Valpolicella, che opera "erga omnes", la volontà di coinvolgere le differenti anime che, nel rispetto del disciplinare, si impegnano per produrre e valorizzare nel mondo l’Amarone, che deve rimanere una delle eccellenze più rappresentative del nostro Paese.

C.d.G.


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