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Scenari

Amarone in vetta, le Famiglie storiche: “La separazione dal consorzio non è stata facile”

07 Settembre 2018
amarone amarone

Un incontro con degustazione in cima al monte Costabella, l'occasione per parlare anche della separazione (non indolore) delle 13 famiglie dal consorzio


(L'arrivo al Rifugio Chierego dei produttori e dei giornalisti)

di Aurora Pullara, Trento

Tredici vini, tredici famiglie storiche che producono Amarone da generazioni, 6 chilometri di scalata per arrivare sulla cima del Monte Baldo, 2mila metri di altitudine: sono questi in numero di Amarone in vetta, organizzata dalla Bottega del Vino e Famiglie Storiche dell’Amarone.

Produttori e giornalisti hanno raggiunto il rifugio Chierego presso la cima Costabella, a 1.911 metri sul livello del mare, dove per l'occasione si sono incontrati la grande montagna e la grande enologia in una degustazione ad alta quota. Il meraviglioso panorama del Monte Baldo ha fatto così da scenario ai 13 grandi Amarone delle Famiglie Storiche. I vini in degustazione erano quelli firmati da Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d'Orti, Venturini e Zenato, in abbinamento a un menù preparato dall’Antica Bottega del Vino di Verona: risotto al Monte Veronese Dop e tartufo, guancia brasata all'Amarone e cheesecake ai mirtilli. L'occasione per scambiare due chiacchiere con Sabrina Tedeschi, presidente de Le Famiglie dell'Amarone: “L’80% della produzione viene esportata nei mercati esteri – sottolinea – Stati Uniti, Canada e Nord Europa sono i maggiori importatori, noi a gennaio abbiamo organizzato degli eventi di promozione negli Usa e abbiamo ricevuto un ottimo feedback”.

I numeri de Le Famiglie dell’Amarone sono importanti: 2,2 milioni le bottiglie prodotte, il 10% del totale della produzione, ma su un territorio di 800 ettari, a fronte degli 8 mila totali, “E’ molto importante non svalutare il prodotto ma fare squadra per promuoverlo e mantenerlo alto. Le Famiglie Storiche sono nate nel 2009 per promuovere insieme il loro Amarone Docg nel mondo. Il distacco dal Consorzio è avvenuto qualche anno fa, ma oggi è in atto un dialogo con l’intenzione da parte di tutti di raggiungere la serenità nel territorio e tornare a parlare dell’Amarone in maniera edificante”.