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Pubblicato in Scenari il 14 Gennaio2019

di Maristella Vita, Lognigo (Vi)

Il vigneto veneto ha prodotto nel 2018 ben 16.409.000 quintali di uva, pari ad uno stratosferico +48,87% rispetto al 2017, annata scarsa. 

Va anche ricordato che in questo dato è compresa una quota dell’8,45% di nuovi impianti entrati in produzione proprio nel 2018. I dati sono stati diffusi da Regione e Veneto Agricoltura con Avepa, nell’appuntamento tradizionale presso le Cantine Collis di Lognigo (VI), presente l’Assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan. “Il settore vitivinicolo – ha sottolineato l’Assessore – per far fronte ad annate così abbondanti dovrà rivedere la propria programmazione. Il che non significa limitare i produttori bensì trovare nuovi strumenti a loro sostegno, a partire dall’individuazione di nuovi mercati di sbocco del prodotto”. Del resto, il vino ottenuto nel Veneto grazie all’ultima abbondante vendemmia è pari a 13.413.777 ettolitri, contro i 9,5 milioni del 2017, gli oltre 10 del 2016 e i 9,8 del 2015. “Un’annata certamente non facile – ha ricordato il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro – affrontata con sapienza e grande professionalità dai nostri vignaioli, confermando il Veneto una delle locomotive viticole del mondo”.

Più in dettaglio, nel 2018 la superficie vitata nel Veneto è stata di 94.414 ettari, +8,27% rispetto al 2017, in gran parte dedicata ad uve Doc, Docg e Igt. Il Prosecco (Glera) fa la parte del leone con una produzione di 4.696.000 di quintali (+37,4% rispetto al 2017), seguito dal Pinot Grigio “Delle Venezie” (oltre 1,7 mln di q; +28,9%), dal Conegliano-Valdobbiadene (1,278, +31,0%), e dal Valpolicella (0,971; +4.9%). Due le macro-aree del vigneto veneto: il “Sistema Prosecco”, con il Conegliano-Valdobbiadene e l’Asolo Prosecco, che ha superato i 6 milioni di quintali di uva; e il “Sistema Verona”, con il Valpolicella, Soave, Bardolino, Bianco di Custoza e Garda, che nel 2018 ha toccato i 2,32 milioni di quintali di uva. Insieme i due “sistemi” han prodotto ben 8,48 milioni di quintali di uva, ovvero la metà della produzione 2018. Relativamente ai vini imbottigliati, invece alti e bassi, quindi anche segni meno: tra le Docg ai primi tre posti il Conegliamo-Valdobbiadene (679.827 ettolitri; - 0,79%), l’Amarone (103.079 ettolitri; -7,72%) e l’Asolo (92.564 ettolitri; +15,61%). Per le Doc sul podio il Prosecco (3,48 milioni di ettolitri; + 5,58%), il Soave (351 mila ettolitri; -12,51%) e il Valpolicella Ripasso (205 mila ettolitri; -1,02%). Ma a Lonigo è stato fatto anche il punto sull’export del vino veneto (primi 9 mesi dell’anno 2018 ) dove, ancora una volta, il Veneto si posiziona al primo posto in Italia con un valore di 1,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2017), in un contesto nazionale che vale complessivamente 4,4 miliardi di euro (+3,4%). Ben lontani Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige.

Infine, interessante lo studio di Veneto Agricoltura sulle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto che ribadisce l’importante ruolo svolto dalle 19 Strade del Vino e del Gusto veneto per la valorizzazione/promozione del territorio. I tecnici dell’Agenzia regionale sottolineano che le Strade registrano oltre un milione di presenze all’anno, di cui l’80% provenienti da estero o extra regione. 

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