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Scenari

La raccolta all’alba, il viaggio in camion fino a Salerno: è di nuovo tempo di lenticchie di Ustica

26 Giugno 2019
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Quest’anno previsto un aumento del raccolto, superiore alla media dei 100 quintali. E l'Isola celebra il suo prodotto-simbolo con l'evento “Anticchia i linticchia” in programma fino al 2 luglio


(Margherita Longo, una delle principali produttrici di lenticchie di Ustica)

di Giorgio Vaiana

Molti le hanno attese a lungo. Quasi un anno. Ora possono tornare a sorridere. E a deliziare il loro palato. E' di nuovo periodo delle lenticchie di Ustica. E nella piccola isola di origine vulcanica al largo di Palermo, è iniziata, come ogni anno nel mese di giugno, la raccolta di questi legumi così pregiati, che sono anche presidio Slow Food.  

Piccolisime, di colore marrone scuro con riflessi verdolini, hanno caratteristiche uniche che solo i terreni di quest'isola riescono a donare a questo leguime, unico per storia e tradizione. La raccolta, che si preannuncia più abbondante del solito, è un'operazione molto attesa dagli isolani, ma al tempo stesso molto delicata. Si decidono, per alcuni, le sorti economiche di un'intera annata di lavoro. Margherita Longo dell'azienda Hibiscus, è una delle produttrici principali delle lenticchie di Ustica. Ci risponde al telefono mentre è intenta ad osservare la raccolta, che avviene rigorosamente a mano. “Le piante – spiega – vengono raccolte dalle 4,30 del mattino e massimo fino alle 9, quando sono ancora un po' umide così si evita la rottura del baccello e la perdita della lenticchia”. Le piante raccolte poi vanno trebbiate. Ad Ustica di trebbiatrici ce ne sono solo due. Una è in grado di raggiungere alcuni appezzamenti, che hanno ampi spazi e terreni un po' più agevoli. Per gli altri, invece, è necessario spostarsi nel luogo dove si trova la trebbia: “Per questo – racconta Margherita – raccogliamo le piante all'interno di una sorta di fazzoletto e formiamo dei covoni che vengono trasportati fin dove si trova la trebbia”. Ma non finisce qui. Perché poi serve una pulitura di quello che estrae la trebbia, quindi la rimozione di paglia, fieno, impurità e terra. Le lenticchie, dunque, tutto il raccolto, viene caricato a bordo di un camion, arriva a Palermo con un traghetto e poi si imbarca in direzione Napoli, da dove arriveranno a Salerno, in cui si trova un impianto adatto a questa operazione: “È un'operazione che ci costa tantissimo – spiega Margherita – ma abbiamo provato altri impianti. Questo di Salerno è l'unico che ci garantisce una perfetta pulizia e un minimo spreco di prodotto”. Alcuni produttori, seguiranno il carico da Ustica a Salerno e ritorno per avere la certezza che tutto fili liscio.


Nell'isola sono tre i grandi produttori di lenticchie, tutti affiliati a Slow Food. Ci sarebbe pure l'opportunità di avviare le pratiche per richiedere al Ministero la Dop. Ma i produttori non hanno mai voluto nemmeno provarci. Pur avendo, il prodotto e tutte le caratteristiche necessarie. Insieme a Margherita e alla sua Hibiscus, ci sono le aziende Pagliuzzo e U' Scarpuni, tutti insieme producono la quasi totalità del prodotto. Ogni anno a Ustica si produce una media di 100 quintali di lenticchie. Lo scorso anno la produzione era un po' calata (80 quintali circa). Quest'anno non si possono fare stime, ma pare una buona annata. Si dovrebbe andare sopra la media annuale. Forse 120 tonnellate, con un aumento del raccolto, rispetto allo scorso anno, che oscilla tra il 25 e il 40 per cento. Il prodotto fiorisce una volta l'anno. Quindi una volta finito, bisogna attendere il mese di giugno dell'anno successivo. “Noi le vendiamo a circa 14 euro al chilo – dice Margherita – In giro nei negozi e nei supermercati di qualità si trovano a 16, 18 euro al chilo. Ma la lenticchia è una pianta che ha rese molto variabili e dipende molto dalle condizioni meteo. Cresce in superficie e quindi basta una pioggia più intensa per rovinare il raccolto”. Di solito da un ettaro di terreno si producono dai 5 ai 15 quintali di lenticchie per un giro di affari complessivo che supera i 150 mila euro. Il mercato è solo interno, perché con la piccola produzione è impossibile pensare ad un export verso i paesi europei ed extraeuropei. E' il cibo povero per eccellenza. Sono un ingrediente fondamentale della cucina locale. Le due ricette classiche sono la zuppa, arricchita con le verdure locali e profumata con basilico o finocchietto selvatico, e pasta e lenticchie, preparata con gli spaghetti spezzati. Tenere e saporite, sono un cibo facile da cucinare: non hanno bisogno di ammollo e cuociono in appena tre quarti d’ora.

E proprio da oggi Ustica celebra le sue lenticchie con l'evento “Anticchia i Linticchia”, organizzato dall'associazione Visit Ustica, da sempre impegnata a promuovere le eccellenze locali. E' un pretesto per parlare del territorio, ma anche delle eccellenze enogastronomiche dell'isola in un lungo e articolato programma che comincia oggi e finirà martedì. Previste escursioni per l'isola, sia via mare che via terra, ma anche momenti conviviali dove sarà possibile degustare i piatti dell'isola palermitana. Si visiteranno le aziende che producono lenticchie, ma anche quelle che producono conserve varie. Venerdì sera, tra gli appuntamenti imperdibili, una cena dedicata al piatto simbolo di Ustica che si terrà sul lungomare.