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Pubblicato in Scenari il 22 Novembre 2019
di C.d.G.

La Liguria è alla ricerca di nuovi vigneti. E vorrebbe piantarne sempre di più.

Perché, come sostengono dall'assessorato regionale ligure all'agricoltura, "il nostro è un territorio fragile che ha bisogno di cure costanti e che può trovare una sua redditività nell’impianto di vigneti". Insomma nuovi vigneti dunque per salvaguardare il territorio e creare nuovi incentivi per gli ingressi dei giovani in vitivinicoltura. Ma c'è un problema: secondo la legislazione dell’Unione Europea, ogni anno può essere concesso soltanto l’1% in più di diritti per piantare nuovi impianti rispetto alla superficie già coltivata con uva da vino. Nel caso specifico, in Liguria possono essere messi a dimora ogni anno 15 ettari in più di vigneto. La Regione Liguria ha chiesto alla Commissione Europea di modificare l’attuale regolamento in materia, inserendo un emendamento che consenta un ampliamento fino al 3% se si rispetta una condizione: che la coltivazione sia su un terreno a gradoni o con una pendenza del 30%.

Ma arriva la doccia fredda. Proprio dal responsabile dell'ufficio nuovi impianti del ministero. Che fa sapere che nessuna domanda della Regione Liguria è mai arrivata. E anche se fosse arrivata, ci sarebbe davvero ben poco da fare. Insomma non ci si schioda da quell'1 per cento in più che viene concesso ogni anno. Si aprirebbero scenari impressionanti che, a cascata, coinvolgerebbero tutte le regioni. Perché se si dovesse dare l'ok all'operazione della Liguria, altre regioni potrebbero chiedere, giustamente, un ampliamento di questa quota. Insomma il fine della Liguria è certamente apprezzabile, ma risulta impraticabile. Almeno per le severe leggi europee e perlomeno fino a quando non finirà la programmazione in corso, ossia nel 2025. Secondo i dati diffusi dall’assessorato regionale ligure all’agricoltura, le richieste di nuovi impianti sono salite costantemente a partire dal 2016: dai 40 ettari aggiuntivi richiesti in quell’anno fino ai 159 del 2019. E per quanto siano in aumento le richieste accolte (131 quest’anno), la superficie concessa si attesta sempre sui 15 ettari in più all’anno. L'assessore regionale ligure all'agricoltura Stefano Mai diceva: "Abbiamo bisogno di stimolare la produzione di prodotti ad alto valore aggiunto che possano sostenere meglio i costi nell’attività agricola in territori difficili e onerosi e prevenire il dissesto idrogeologico". Ma tutto rimarrà solo un buon proposito.

C.d.G.


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