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Scenari

L’olio di Puglia è Igp: è la trecentesima denominazione italiana riconosciuta in Europa

27 Dicembre 2019
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E' l'olio di Puglia Igp la trecentesima denominazione italiana protetta e riconosciuta in ambito comunitario.

La conferma arriva proprio sul filo di lana del 2019, ma era in realtà una notizia attesa da tempo. La firma sul documento quindi, assegna l'Igp ad uno dei prodotti più importanti del Meridione d'Italia. L’utilizzo della denominazione Igp “Olio di Puglia” sarà riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto da olive provenienti da cultivar molto diffuse a livello regionale: Cellina di Nardò, Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese, o Ogliarola Garganica), Cima di Melfi, Frantoio, Ogliarola salentina (o Cima di Mola), Peranzana e Coratina. Nella lista sono infine presenti le due varietà Favolosa e Leccino, al momento le uniche autorizzate per i reimpianti nella zona infetta da Xylella. Tutte le varietà elencate possono essere presenti da sole o congiuntamente negli oliveti, in misura non inferiore al 70%; sono ammesse inoltre altre varietà, fino ad un massimo del 30 %. In Puglia ci sono 377 mila ettari di oliveti. La parte più consistente si trova nel distretto salentino che da solo possiede 193 mila ettari di vigneto. La produzione media è di quasi 200 mila tonnellate l'anno per un giro di affari da 500 milioni di euro. 

Per l'olio di Puglia Igp si tratta di un risultato importantissimo che testimonia l’impegno continuo dei produttori pugliesi nella ricerca della qualità e della loro attenzione particolare alla cura degli oliveti, nonostante le numerose criticità che hanno dovuto affrontare nel corso di questa annata. La situazione, infatti, resta difficile sia per la presenza della Xylella che ha distrutto moltissime piante causando di conseguenza un forte calo della produzione, sia per il continuo calo del prezzo dell’olio, dovuto, tra l’altro, alla concorrenza del prodotto estero. L’olio di Puglia Igp si contraddistingue per la grande varietà di caratteristiche sensoriali che traggono origine dal genotipo delle sue numerose cultivar autoctone dalle particolarità dell’ambiente geografico e pedo-climatico e dalle tecniche colturali ed estrattive tipiche del territorio di origine. Si tratta di un olio extravergine di oliva di alta qualità, con elevato tenore di polifenoli e di certa provenienza regionale. L’Igp si caratterizza all’olfatto per un netto fruttato di oliva di intensità variabile con evidenti note vegetali di erba appena sfalciata e/o foglia, mandorla fresca e/o carciofo. Al gusto si esprime con sentori vegetali, note di amaro e piccante di intensità variabile a cui possono associarsi note di mandorla verde e/o cardo, con un retrogusto di erba, carciofo, altri ortaggi e leggeri sentori di mandorla fresca. La zona di produzione della Igp comprende l’intero territorio amministrativo della Puglia. Diverse sono le imprese che hanno aderito al sistema di controllo dell’Igp nell’anno 2019. Al momento risultano 348 produttori, 54 frantoi e 44 tra confezionatori e intermediari. In via approssimativa si può considerare per la campagna in corso  una potenzialità di 324.000 circa tonnellate di olive, 5.200 circa tonnellate di olio di Puglia Igp.

C.d.G.