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Pubblicato in Scenari il 27 Luglio 2020
di Giorgio Vaiana

di Emanuele Scarci

Prima la Toscana, poi la Puglia e la Sicilia. Sono queste le prime tre regioni con il maggiore valore di vigneti pignorati nel 2019 e posti all’asta.

In tutto sono vigneti per un valore complessivo all’asta di 250 milioni (a volte comprensivi di immobili e cantine), di cui la Toscana si è ritagliata una maxi fetta di oltre 100 milioni, seguita dalla Puglia con 18 milioni e dalla Sicilia con 17,5 milioni. Nel complesso, sono 1.142 i lotti di vigneti finiti all’incanto dopo l'atto di precetto notificato dal giudizio fallimentare ai debitori. L’analisi è stata realizzata dal Centro Studi Astasy Analytics, specializzata in banche dati di esecuzioni immobiliari. La Toscana ha il 40% dei vigneti. In particolare, si trova a Montalcino uno dei vigneti più pregiati finiti in asta e il lotto comprende 5,5 ettari di Brunello di Montalcino, 1,5 ettari di Rosso di Montalcino e un’altra parte di Sant’Antimo. Consistente anche i vigneti all’asta nelle Denominazione del Chianti e del Morellino di Scansano.

Alle spalle della Toscana, la Sicilia conta una percentuale del 7% sul totale dei vigneti andati in asta. Una tenuta a Pantelleria è stata pignorata nel 2019 ed è finita all’asta lo scorso 19 marzo. Ma il covid-19 ha imposto un rinvio. La tenuta di Pantelleria ha una cifra base d’asta di poco più di 2 milioni. Sempre in Sicilia sono andati in asta diversi ettari nelle terre del Marsala e nelle terre di produzione della Malvasia delle Lipari.

Il giro dei vigneti in asta continua in Puglia (7% del totale): coinvolti i vigneti di Negramaro, Primitivo di Manduria e vini del Salento. Il prezzo complessivo dell’intero patrimonio enologo pugliese ammonta a circa 18 milioni, ma le stime parlando di un valore reale oltre i 40 milioni. Perché tanti vigneti all’asta? “Le eccellenze italiane nascondono problemi legati alla produzione, all’export e alla crisi – risponde Mirko Frigerio, presidente del centro studi Astasy Analytics -. Solo poche terre sono state escluse dalla crisi. È il caso delle terre del Barolo, grande eccellenza, cosi come quasi tutte le etichette piemontesi”. Proseguendo l’analisi, il Centro Studi Astasy Analytics ha individuato alcune aste in Franciacorta, nella zona del Bonarda, dell’Oltrepò Pavese e del Sangiovese di Romagna.


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