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Pubblicato in Scenari il 28 Luglio 2020
di Giorgio Vaiana
Matteo Ascheri

Al termine di un ampio dibattito che ha coinvolto istituzioni regionali e rappresentanti del vino piemontese è stato trovato il tanto atteso accordo sulla distillazione di emergenza, che sposa le richieste promosse da Piemonte Land.

Obiettivo quello di evitare fenomeni speculativi sulle denominazioni più esposte alla crisi economica dettata dal coronavirus. All’interno di un pacchetto di misure modellato sulla base della situazione contingente di ogni singola Denominazione, Piemonte Land si era espressa a favore di una politica di distillazione d’emergenza, che, riducendo i quantitativi disponibili sul mercato, impedisse il crollo dei prezzi e permettesse alle aziende di affrontare al meglio l’imminente vendemmia. Alla misura di distillazione accederanno le denominazioni maggiormente colpite dalla crisi come le Dop Brachetto d’Acqui, Piemonte e Monferrato.

Il Piemonte supera dunque la normativa nazionale in materia, che nello stanziare un fondo di 50 milioni di euro rivolti esclusivamente ai vini generici, prevede un contributo di 0,275 euro/ettogrado. Un importo evidentemente tarato su realtà produttive diverse rispetto a quella piemontese, che con le sue 17 Docg e 42 Doc ha da tempo puntato decisa sulla produzione di vini di qualità.  Una decisione che ha preceduto di poco il successivo decreto ministeriale con il quale il Mipaaf lo scorso 22 luglio ha deliberato il pacchetto di aiuti per la riduzione volontaria delle rese, anch’essa ritenuta indispensabile da Piemonte Land per attenuare l’impatto sui mercati della pandemia globale. Grazie a un fondo complessivo di 100 milioni di euro il Ministero dell’Agricoltura sosterrà i produttori con un importo pari a 800 euro per ciascun ettaro di uve destinate alla produzione di vini Doc sottoposto a riduzione di resa selettiva, che sale a 1.100 euro nel caso di vini Docg.

Due importanti misure che, ad avviso della filiera piemontese tutelata dai quattordici consorzi associati a Piemonte Land, devono però inserirsi in quel più ampio sistema di aiuti sintetizzato nella proposta fatta pervenire dall’ente di Castagnito ai competenti organi regionali e, per il loro tramite, al ministro Teresa Bellanova. Oltre alla distillazione d’emergenza ed alla riduzione di resa selettiva, le richieste riguardavano lo stoccaggio, l’incremento della percentuale di vino ammessa al taglio di annata e la proroga delle scadenze relative agli impianti. Nella sua missiva Piemonte Land ha ricordato inoltre l’importanza di una politica di promozione unitaria in Italia e all’estero, finalizzata a riconquistare le quote di mercato perse durante la pandemia e garantire così la giusta redditività a tutto il tessuto produttivo. L'assessore ha infine annunciato l’imminente emanazione del Bando relativo alla misura 4.1.1.del Psr 2014/2020, all’interno del quale sono previsti interventi a favore delle cantine per acquisto di vasi vinari. Dal momento della pubblicazione i soggetti interessati avranno 60 giorni di tempo per presentare le domande.

C.d.G.


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