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Scenari

Aumento del territorio di produzione e nuovi parametri acidici: la svolta della Monte Etna Dop

09 Ottobre 2018
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di Federica Genovese, Catania

L’olio prodotto sull’Etna ha ottenuto negli ultimi anni una importante crescita qualitativa grazie al Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine d’Oliva.

Ed un altro passo per il riconoscimento di un prodotto che deve essere determinante per l’economia siciliana, è stato compiuto pochi giorni fa. Presso la Camera di Commercio di Catania, si è tenuta l’audizione pubblica per la presentazione della proposta di modifica del disciplinare di produzione della Dop Monte Etna, da parte del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine d’Oliva. Nel corso della riunione, è stata data lettura della proposta di modifica alla presenza dei funzionari ministeriali e dell’assessorato regionale all’agricoltura. Tra i presenti, anche Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio Catania.

“Ci poniamo tra gli obiettivi il rafforzamento della produzione attraverso l’ampliamento del territorio ad est dell’Etna – ha detto Giosuè Catania, presidente del Consorzio – e l’aumento di alcuni parametri acidici che, così come mantenuti in anni passati, hanno bloccato la certificazione. L’auspicio è che la campagna 2019-2020 ci veda già in possesso del nuovo disciplinare di produzione approvato dall’Unione europea”. Le principali modifiche riguardano l’adeguamento del disciplinare alle normative vigenti, la modifica dei parametri relativi all’acido linoleico e linolenico, l’ampliamento del territorio con l’inclusione della zona ad Est del vulcano Etna e la nuova perimetrazione amministrativa. Ben 19 sono i comuni attualmente delimitati e ricadenti nell’areale Dop mentre altri 30 con la nuova proposta di ampliamento verrebbero inglobati, dando così la possibilità ai produttori e alla filiera olivicola olearia di poter cogliere nuove opportunità economiche in quanto i territori  inseriti risultano avere i requisiti storici e agronomici per entrare a far parte della Dop.

La DOP Monte Etna comprende attualmente circa 5.500 ettari di uliveti nelle province di Catania, Messina ed Enna. Attualmente, la Dop riguarda circa 45 soggetti di filiera fra produttori, frantoiani e confezionatori, con oltre 150 ettari di superficie certificata e circa 400/500 quintali di olio prodotto immesso sul mercato. La proposta riguarda l’inclusione di altri 1.400 ettari con 160.000 piante e oltre 1.200 aziende di piccola e media dimensione. Verrebbero inclusi i comuni dell’area orientale dell’Etna. “La modifica del disciplinare è’ un’occasione imperdibile per continuare a produrre extravergine di qualità – conclude Catania – e aggiungere valore a un territorio che registra sempre maggiore interesse sotto il profilo turistico, naturalistico ed enogastronomico”.