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Pubblicato in Scenari il 02 Luglio2021

La spumantistica italiana è avviata a raggiungere 1 miliardo di bottiglie entro il prossimo triennio, il 33% in più rispetto all’attuale produzione di 750 milioni di pezzi.

È il messaggio lanciato oggi al convegno targato Corriere Vinicolo a Spumantitalia, il Festival degli spumanti in corso di svolgimento a Garda (Verona). L’ulteriore crescita stimata dal direttore del settimanale di Unione italiana vini, Giulio Somma, è ritenuta obiettivo raggiungibile dai partecipanti al talk, a patto che – ha affermato Attilio Scienza – “sia salvaguardata l’identità dei territori, nel rispetto dei disciplinari e delle diverse varietà, perché non tutti i vitigni hanno la vocazione alle bollicine”. E se, secondo il produttore Gianluca Bisol “oggi il Prosecco è diventato sui mercati internazionali sinonimo di spumante italiano”, per il vicedirettore del Consorzio Prosecco Doc, Andrea Battistella, “l’esigenza di caratterizzare le bollicine italiane è sentita anche in un areale ampio come il nostro, per questo entro il prossimo anno il progetto di zonazione della nostra Doc darà i primi risultati”. La locomotiva export delle bollicine tricolori, dopo un rallentamento da lockdown, sta tornando a viaggiare più forte di prima, a dirlo è anche il vice-presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg, Stefano Ricagno: “L’Asti – ha detto – è stato l’apripista della spumantistica italiana e oggi sta vivendo un periodo fortunato, anche grazie all’apertura nell’ultimo disciplinare verso nuove tipologie di spumante”.

Secondo il focus dell’Osservatorio del vino Uiv, gli spumanti rappresentano quasi 1/4 del valore delle esportazioni made in Italy per un controvalore di circa 1,5 miliardi di euro nel 2020, per il 69% afferente al "sistema" Prosecco. La crescita media annua negli ultimi 5 anni supera a valore l’8%, nonostante una variazione negativa nel 2020 (-7%). A livello mondiale 1/3 delle bollicine vendute sono di Prosecco, seguite dal Cava (14% dei volumi), dallo Champagne (11%) e dall’Asti. Delle attuali 751 milioni di bottiglie prodotte in tutta Italia nel 2020, l’83% sono Doc o Docg, mentre il 6% sono Igt.

C.d.G.

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