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Pubblicato in Scenari il 25 Dicembre2020

Fumata bianca sul dopo Brexit fra Unione europea e Regno Unito, dopo mesi di estenuanti negoziati.

Lo hanno annunciato fonti di Londra, in contemporanea con Bruxelles, formalizzando il via libera al compromesso finale su un accordo di libero scambio - un testo di 2.000 pagine circa - che allontana l'incubo di un traumatico "no deal" commerciale. L'intesa, raggiunta in extremis, entrerà in vigore dal primo gennaio 2021, scadenza della fase di transizione post divorzio, seppure soggetta alle ratifiche parlamentari.

Bellanova, soddisfazione per l'intesa raggiunta
"Ho appreso con soddisfazione del raggiungimento di un’intesa sui futuri rapporti commerciali tra Unione europea e il Regno Unito. Confidiamo sia un buon viatico per il nostro export in un momento già molto complesso. L’Italia potrà continuare ad esportare prodotti agroalimentari senza dazi e senza quote e questo è un risultato importantissimo. È poi assicurata la prosecuzione della massima tutela alle indicazioni geografiche esistenti al 31 dicembre 2020, come previsto dall’accordo di recesso, e ci ripromettiamo di lavorare con i Paesi like-minded affinché adeguata protezione sia data anche alle future IG registrate dopo il definitivo abbandono del Regno Unito dall'Unione europea". Così il ministro Teresa Bellanova.

Coldiretti: l'accordo salva 3,4 miliardi di cibo Made in Italy in Gran Bretagna
L'accordo salva 3,4 miliardi di euro di esportazioni agroalimentare in Gran Bretagna che è l'unico settore del Made in Italy che è cresciuto nel 2020 Oltremanica nonostante la fase recessiva provocata dalla pandemia. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in riferimento alla positiva conclusione dei negoziati per la Brexit. La Gran Bretagna, sottolinea la Coldiretti, si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. "E' stato evitato l'arrivo di dazi e ostacoli amministrativi e doganali alle esportazioni Made in Italy" ha sottolineato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che nell'agroalimentare hanno registrato un aumento dell'1% in controtendenza rispetto al crollo generale nei primi o mesi del 2020". A preoccupare erano anche i rischi sulla mancata tutela giuridica dei prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che incidono per circa il 30% sul totale dell'export agroalimentare Made in Italy e che, senza protezione europea, rischiavano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione inglesi e da Paesi extracomunitari. Dopo il vino, che complessivamente ha fatturato nel 2019 sul mercato inglese quasi 771 milioni di euro, spinto dal Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono, conclude la Coldiretti, i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell'olio d'oliva. Come anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno ai 85 milioni di euro.

Alleanza Cooperative, Made Italy tira sospiro sollievo
"Un'ottima notizia per le nostre esportazioni e per la stabilità dei mercati agricoli". Così il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri, commenta l'annuncio dell'accordo commerciale tra Regno Unito e l'Unione Europea. "Tutto il sistema cooperativo tira un sospiro di sollievo: il mercato britannico è un importantissimo mercato di sbocco per i nostri vini, per l'olio, i formaggi e l'ortofrutta. In un contesto di grande incertezza causata dalla crisi economica provocata dalla pandemia Covid-19 - sottolinea Mercuri - è senz'altro positivo che dopo un lunghissimo negoziato, Europa e Regno Unito siano giunti all'accordo. Il no deal avrebbe come è noto fatto scattare le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, con il conseguente ripristino dei dazi sugli scambi e dei controlli alle frontiere". Le esportazioni agroalimentari con il Regno Unito ammontano a circa 3,4 miliardi di euro l'anno, pari al 6% del valore dell'export agroalimentare UE con il Regno Unito. In particolare, l'Italia è al primo posto tra i paesi europei per le vendite di vino in Regno Unito.

Confagri, con l'accordo si apre una nuova era
"Un'ottima notizia che arriva a conclusione di un anno particolarmente difficile. E' stato scongiurato il ridimensionamento delle nostre esportazioni agroalimentari sul mercato britannico e l'insorgere di forti tensioni sui mercati agricoli della Ue. Da sottolineare anche la tutela assicurata alle indicazioni geografiche protette". E' la valutazione del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sul nuovo accordo raggiunto a Bruxelles che, dall'1 gennaio 2021, regolerà le relazioni commerciali tra Unione europea e Regno Unito. L'intesa siglata dalla Commissione passa ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio Ue. Senza un accordo, rileva Confagricoltura, le esportazioni agroalimentari della Ue - che ammontano a oltre 40 miliardi di euro l'anno - sarebbero state gravate da un dazio doganale medio di circa 20 punti percentuali, con punte fino al 70% per talune produzioni zootecniche. Il valore dei prodotti di settore in arrivo dall'Italia sfiora i 3,5 miliardi. Dall'inizio dell'anno venturo il Regno Unito uscirà dal mercato unico e dall'unione doganale. "Il Regno Unito sarà a tutti gli effetti un Paese terzo - sottolinea il presidente di Confagricoltura - con alcune sostanziali novità sulle quali dovremo concentrare la nostra attenzione nonostante l'intesa bilaterale".

Filiera Italia, salvi 25 miliardi di export italiano
"Alla fine ha prevalso il buon senso e sono stati superati gli ultimi ostacoli relativi a pesca e ad aiuti di Stato che non avrebbero certo giustificato un "no deal" dagli effetti disastrosi per entrambe le parti". Così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia commenta l'accordo sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. "C'è grande soddisfazione - dicono dalla fondazione - per non aver perso un mercato che vale circa 25 miliardi di euro di esportazioni italiane di cui 3,4 miliardi solo di export alimentare". L'Inghilterra, infatti, rappresenta per le esportazioni alimentari del nostro paese il quarto mercato di sbocco. "Aver evitato dazi medi del 3% che per alcuni prodotti alimentari potevano raggiungere anche il 30% - prosegue Scordamaglia - è una vittoria per entrambe le parti". "Adesso vanno definiti i dettagli conseguenti anche all'applicazione del level playing field" sottolinea il consigliere delegato riferendosi al rispetto della normativa comunitaria da parte del Regno Unito che così potrà continuare ad esportare anche i suoi prodotti nel mercato Ue, già autorizzati la stragrande maggioranza di impianti inglesi e viceversa. A questo proposito Filiera Italia lancia un alert sottolineando che servirà particolare attenzione nel caso in cui il Regno Unito decidesse di chiudere accordi bilaterali con paesi come gli Stati Uniti "Dobbiamo essere certi che quel paese non diventi un punto di ingresso per prodotti di Italian Sounding e non a norma europea - conclude Scordamaglia - principio che l'accordo di partenariato vieterebbe ma come spesso accade il diavolo si nasconde nei dettagli".

Assolatte, accordo ottima novità per il settore caseario
Dopo un lungo e serrato negoziato Unione-Regno Unito l'accordo raggiunto in tema di Brexit è un'ottima notizia per il settore caseario, come evidenzia in una nota Assolatte.
"Aspettavamo questo momento da tempo e abbiamo insistito in ogni sede per il raggiungimento dell'intesa" sottolinea Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, a commento dell'annuncio dell'accordo sulla Brexit appena raggiunto." Il Regno Unito è un mercato chiave per il settore lattiero caseario nazionale, segnala Assolatte, ed è la terza destinazione per i formaggi italiani. Un mercato che assorbe (dati 2019) oltre 40 mila tonnellate di formaggi per un valore di 284 milioni di euro. "Eravamo molto preoccupati per un'ipotesi di hard Brexit, che avrebbe portato con sé dazi e quote per l'export - prosegue Zanetti -. Vedremo ora nel dettaglio i contenuti dell'accordo e il capitolo dedicato alla tutela delle nostre Dop, ma il solo fatto di aver messo la parola fine ad un confronto durato tanti mesi è di per sé un ottimo risultato." Grazie all'accordo raggiunto, termina Assolatte, le imprese nazionali potranno continuare a contare su un importante mercato di sbocco per le eccellenze casearie italiane che non ha ceduto neanche il questo 2020. Nonostante la pandemia, infatti, il trend dell'export è addirittura in leggera crescita (+0,7%).

C.d.G.

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