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Pubblicato in Scenari

La Gdo salva i bilanci. Avanti tutta con le vendite on line. L’augurio che l’emergenza rientri nel corso del 2021. E l’assenza di fiere porterà il mondo del vino a riconsiderarne il ruolo almeno nel breve periodo.

In sintesi sono le valutazioni di Wolfgang Raifer, direttore generale di Cantina di Soave, una delle aziende venete - e non solo - di riferimento per questa parte del Triveneto. Aleggia una certa preoccupazione, tuttavia il lavoro sulla grande distribuzione e quello sull’e-commerce sono serviti a tenere dritto il timone di questa corazzata. Ecco l’intervista.

Come si è chiuso il 2020? Ad aprile scorso nel mondo del vino si temevano numeri con cali drastici. Alla fine sembra sia andata diversamente. E anche così per Cantina di Soave?
“La crisi economica generata dall’emergenza sanitaria ha pesato in parte nei conti dell'ultimo bilancio chiuso a giugno dello scorso anno con un fatturato di 121 milioni di euro e un utile di oltre 500 mila euro. Ad influire sul risultato è stato soprattutto il calo del prezzo medio registrato nel corso del 2019, conseguenza diretta dell’abbondante vendemmia 2018 e dell'eccesso di offerta. Per quanto riguarda il secondo semestre del 2020 i ricavi sono stabili, registriamo un leggero aumento grazie alle posizioni forti di cui disponiamo nella Gdo”.

Analizzando i dati l'export come è andato? Quali Paesi hanno tenuto e chi ha avuto cali maggiori? E il peso della Gdo è aumentato rispetto al fatturato?
“L'export in termini di fatturato ha registrato complessivamente una crescita del 7% rispetto al bilancio precedente. Allo stesso modo è cresciuto il prodotto confezionato, distribuito soprattutto in Gdo, che ha registrato un +19% in volumi e +7% in valore. Abbiamo registrato una crescita importante nel Regno Unito e poi in Germania, Svizzera, Paesi Scandinavi, Belgio e Olanda mentre negli altri Stati si è mantenuto un sostanziale equilibrio. La chiusura del canale Horeca ha certamente aumentato il valore della Gdo rispetto al fatturato”.

Quali le vostre previsioni per il 2021?
“Dipenderà molto da come evolverà l'emergenza sanitaria nei prossimi mesi. Mi auguro che il piano vaccinale abbia successo e che gradualmente si possa tornare ad una sorta di normalità e alla riapertura del settore della ristorazione, un canale praticamente bloccato da un anno”.

Il mercato interno riuscirà a recuperare il fatturato perduto quest’anno?
“È quello che mi auguro, ma non sarà semplice. Bisognerà tenere conto anche del fatto che il Covid ha prodotto un danno economico alle famiglie. Il vino non è un genere di prima necessità e con minori disponibilità c'è chi lo sacrificherà per acqua, pasta e pane”.

I vostri progetti? Possiamo anticipare qualcosa?
“Nel 2020 abbiamo avuto grandi soddisfazioni dalla vendita online che ha registrato una forte crescita. Dal 2017 siamo dotati di un nostro e-commerce su cui continueremo ad investire con maggior forza. Inoltre, ci concentreremo sul rinnovamento dell’offerta nella Gdo”.

Il tema della sostenibilità ormai sembra un must irrinunciabile anche nel mondo del vino. Quali le azioni di Cantina di Soave?
“La sostenibilità per Cantina di Soave è un tema fondamentale. L’ampliamento della sede centrale concluso nel 2019 è stato pianificato in ottica green. L'edificio che ospita gli uffici è dotato di un cappotto esterno e infissi che garantiscono una migliore prestazione energetica; la copertura è completamente coibentata e su parte di questa, sono montati 437 pannelli fotovoltaici (pari ad una superficie di 717 mq), che garantiscono la produzione di energia rinnovabile utile al funzionamento del magazzino meccanizzato; un impianto a pannelli solari produce acqua calda ad uso sanitario. Sono stati fatti interventi anche sul packaging: l'uso delle bottiglie Bordolese e Collina per gli spumanti, più leggere delle precedenti ma con le stesse caratteristiche estetiche e meccaniche, ha portato ad un risparmio annuale complessivo di oltre 560.000 kg di vetro e risparmi anche nel trasporto e nello smaltimento. E poi la Cantina di Rocca Sveva da diversi anni ha ottenuto un importante riconoscimento, la certificazione VIVA attribuita dal ministero dell’Ambiente per il vino sostenibile. Il futuro della viticoltura di qualità passa anche dalla sostenibilità, è nostra ferma intenzione continuare con gli investimenti”.

Ormai le bollicine sono un fenomeno consolidato. Pensate che ci sia spazio per ulteriori crescite? Avete in programma potenziamenti in questa direzione?
“Il lancio del Prosecco Rosè dimostra come lo spazio per la crescita del settore spumantistico ci sia. Cantina di Soave è tra le prime dieci aziende italiane produttrici di spumanti e c’è la volontà di portare avanti una strategia di crescita in tal senso valorizzando i brand Maximilian I, Equipe 5 e Settecento33”.

ProWein annullata, Vinitaly in bilico. Due anni senza le fiere del vino più importanti possono stravolgere l’atteggiamento delle cantine verso questo tipo di evento B2B?Qualcuno ne farà a meno anche in futuro? E Cantina di Soave come si sta attrezzando dal punto di vista commerciale?
“Nel 2020 privo di fiere abbiamo mantenuto i contatti con i nostri partner attraverso l'uso delle tecnologie. La speranza è di tornare presto a conoscere almeno in parte il mondo del vino come eravamo abituati. Per gli eventi fieristici, occorrerà probabilmente un ridimensionamento rispetto, al passato almeno nel breve. Sono occasioni d'incontro importanti che ben si affiancano alle riunioni virtuali entrate a far parte della nostra routine lavorativa”.

C.d.G.

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