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Pubblicato in Scenari il 19 Aprile2021

 

Vince la lista Sicilia 1, quella che annoverava un paio di fedelissimi di Saro Gugliotta, leader storico di Slow Food in Sicilia.

Sconfitti per cinque voti i componenti della lista Sicilia 2, quella messa su interamente con volti new entry a cercare di simboleggiare una sorta di totale rinnovamento. Una Slow Food spaccata in due quella che viene fuori dal voto - elettronico e segreto - espresso sabato 17 aprile dagli ottanta delegati eletti dalle condotte per eleggere i componenti del nuovo comitato esecutivo che resterà ora in carica quattro anni. Così a guidare le sorti di Slow Food in Sicilia saranno Carla Conti e Stefania Mancini Alaimo, entrambe già componenti nel precedente comitato esecutivo assieme alle new entry Fabio Di Francesco, Francesco Motta e Antonia Teatino. Ecco invece i nomi dei componenti della lista Sicilia 2, uscita sconfitta: Luisa Agostino, Domenico Cacioppo, Adalberto Catanzaro, Lina Lauria, Pasquale Marino, Giuseppe Raineri, Riccardo Randello.

Motta o la Mancini Alaimo sembrano essere designati ad occupare il ruolo di legale rappresentante del comitato. Nel linguaggio di Slow Food sta ad indicare una sorta di coordinatore-portavoce del comitato esecutivo. Motta, che nel precedente comitato ha svolto il ruolo di tesoriere e quindi vicino alla gestione Gugliotta, è ritenuto uomo di esperienza che conosce bene le dinamiche di Slow Food e le sue potenzialità e se non sarà il legale rappresentante potrebbe essere nominato dal comitato per il consiglio nazionale di Slow Food. Le elezioni del 17 aprile sono state precedute da uno strappo. Come è possibile leggere qui quattro dei sette componenti del comitato esecutivo in carica si sono dimessi in blocco un paio di mesi fa criticando la gestione Gugliotta (leggi questo articolo).

(Pasquale Marino)

A stretto giro la prima riunione degli eletti. Dice Francesco Motta: “Il nostro obiettivo è quello di condividere tutto. Niente steccati ideologici. Coinvolgere le comunità e coinvolgere le condotte. Anche per il tesseramento, l’indipendenza economica di un’associazione è fondamentale e dipende molto dagli iscritti. Favorire l’alleanza tra i cuochi e i presidi. D’altra parte la Sicilia ha il record di prodotti tutelati dal circuito virtuoso dei presidi. Proporrò di assegnare la delega per i mercati della terra a Salvo Giuffrida che si è speso moltissimo per Slow Food”. Sull’elezione, a nome della lista sconfitta parla Pasquale Marino: “Accettiamo il verdetto con massima serenità. Sì, esce fuori una Slow Food divisa. E credo che oggi bisogna lavorare per ricompattare tutti. È un dovere reciproco che spetta anche a chi ha vinto. Vogliamo portare il nostro contributo. Le sfide per il futuro sono ampie. La Sicilia deve essere più proiettata verso l’esterno, più relazioni internazionali, in fondo siamo un crocevia culturale e storico molto importante. Quello del voto è stato un confronto. Un congresso in videoconferenza non è stato il massimo, ma non avevamo scelta”.

C.d.G.

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