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Pubblicato in Scenari il 13 Gennaio2021

In forte calo le vendite delle "bollicine" prodotte in Emilia-Romagna.

Dai vini frizzanti dei colli piacentini ai "mossi" bolognesi o modenesi per finire con gli spumanti brut ottenuti da uve sangiovese, la crisi del vino ha colpito duramente, nell'anno della pandemia, soprattutto le bolle Doc e Docg dell'Emilia-Romagna. "Meno brindisi e zero convivi - spiega Mirco Gianaroli presidente dei viticoltori di Confagricoltura Emilia-Romagna - hanno picchiato duro sul mercato delle bollicine che, in regione, ha subito una flessione su base annua che si attesta mediamente al 60% per le etichette delle piccole e medie aziende viticole o cantine legate al canale Horeca e al 20% per quelle vendute sui banchi dei supermercati tramite la rete della Gdo".

Sono sparite dal mercato le bottiglie che si stappano solitamente nelle cene delle feste natalizie, nei cin cin di fine anno, nei disco pub o wine bar notturni. Lo scenario è sempre più preoccupante, secondo l'organizzazione degli imprenditori agricoli, "visto che andiamo verso un inasprimento delle misure anti-covid". Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, fa un appello alle istituzioni: "Non buttiamo via un patrimonio costruito negli anni, l'impresa deve tornare centrale nel dibattito sull'erogazione dei fondi e sui ristori. Attorno al vino made in Italy ruotano figure imprenditoriali che hanno saputo creare nel tempo qualità e occupazione, dando valore al proprio territorio d'appartenenza".

C.d.G.

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