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Pubblicato in Scenari il 29 Gennaio2019

Salta la stretta anti-Xylella inserita nel decreto semplificazioni. L'emendamento presentato dai relatori che prevedeva l'obbligo di distruzione degli ulivi infetti, stabilendo per il mancato rispetto delle nuove norme anche la pena estrema del carcere da 1 a 5 anni, è stata dichiarata inammissibile dalla presidenza del Senato nel corso del dibattito in Aula. 

Contro la misura si era scagliato Beppe Grillo, che aveva definito la prospettiva della reclusione "da film horror". "Non c'è alternativa: o si trova un accordo per stabilire quello che l'Unine europea deve fare per far sopravvivere l'olivicoltura pugliese, che è il 50% di quella italiana, o saremo costretti a far valere queste vicende in giudizio". Così il presidente della Puglia Michele Emiliano a margine dei lavori del Comitato europeo delle Regioni. "A causa della Xylella abbiamo avuto in Puglia un danno da circa 1 miliardo di euro, che ci è stato inflitto perché l'Unione europea non ha inserito le piante ornamentali, e in particolare quelle da caffè provenienti dal Sud America, nell'elenco delle specie da sottoporre a controlli. Sappiamo con certezza che l'Unione europea ha questa responsabilità e ci auguriamo che al più presto disponga, per le varie necessità relative alla ricerca e al reimpianto delle specie di ulivi resistenti, di uno stanziamento massiccio per i prossimi 3-5 anni che consenta di lenire questo danno subito. Altrimenti non avremo alternativa che avviare in sede giudiziaria una causa di risarcimento nei confronti dell'Unione europea". Emiliano ha quindi precisato che per il tema Xylella in Europa tratta il governo e non avrà incontri con la Commissione.

C.d.G.

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