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Pubblicato in Scenari il 20 Maggio 2020
di Giorgio Vaiana

20 maggio: Giornata mondiale delle api, istituita dall’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi ambientali che provocherebbe l’estinzione di questi insetti la cui sopravvivenza è sempre più minacciata dall’uso di pesticidi, dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici.

O, “anche solo per tutelare l’economia, dobbiamo salvare le api, perché garantiscono la riproduzione del 78% delle specie di fiori selvatici e dell’84% delle specie coltivate nell’Unione Europea. Gran parte della frutta e della verdura consumata nel Vecchio Continente dipende dalle api. Il loro declino ha quindi una diretta conseguenza anche sull’economia: la produzione agricola europea resa possibile grazie agli impollinatori vale 15 miliardi di euro all’anno. Ecco perché anche per tutelare l’economia, dobbiamo salvare le api. E dobbiamo fare in fretta. In questo momento, in Europa, è a rischio estinzione una specie di api su dieci”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. Che invita a firmare una petizione speciale di Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano”. La raccolta firme è promossa anche da Cambia la Terra, il progetto voluto da FederBio e sostenuto da Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente e Wwf.

(Andrea Rigoni)

Mobilitati, questo 20 maggio, anche molte aziende agroalimentari. Come, per esempio, Rigoni di Asiago, che ha voluto ricordare la bella storia della produzione del loro miele Mielbo, che risale al 1921, quando la nonna Elisa Rigoni, portò ad Asiago da Varese, dove era sfollata, 6 alveari, una sorta di “dono prezioso” per figli e nipoti. Il suo amore e, soprattutto, il suo rispetto per la natura e l’ambiente le avevano suggerito quello che gli uomini oggi stanno dimenticando, che le api non producono solo miele ma fanno rifiorire, anno dopo anno, fiori e frutti, producendo biodiversità ed equilibrio naturale. Oggi, gli eredi Rigoni hanno sposato il progetto di nonna Elisa con la stessa passione, non dimenticando mai che la terra e suoi doni sono importanti e vanno protetti. E Il 20 maggio, per dedicare un pensiero forte a questo nostro povero pianeta, sono ricorsi alla profezia di un genio, Albert Einstein e, cioè “Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita”. E se il genio avesse ragione? si chiedono i Rigoni.

Actimel di Danone, per esempio, lancia una nuova gamma che unisce il miele 100% italiano al probiotico L.casei e le vitamine B6 e D per il buon funzionamento del sistema immunitario, in due gusti: la semplicità e la delicatezza del miele millefiori oppure il sapore robusto del caffè arabica. In occasione del lancio della nuova gamma, la multinazionale francese ha deciso non solo di promuovere il ruolo delle api, ma anche di sensibilizzare il consumatore sulla loro importanza e favorirne la sopravvivenza. Per proseguire in questo intento, ha adottato un apiario supportando più di 180.000 api italiane insieme ad un partner autorevole, 3Bee, una startup agri-tech che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per il benessere delle api. Con questo impegno Actimel rispecchia ancor di più la mission e la visione aziendale "One Planet, One Health" per cui la salute delle persone e del pianeta sono tra loro interconnesse. E, quindi, aggiunge Elena Balta, Brand marketing manager Actimel, Activia & Kids “passare dalla semplice promozione di prodotto ad una causa più importante che possa coinvolgere il consumatore in una call to action sulla salvaguardia delle api incentivando l’adozione degli alveari o piantando dei fiori in casa, in da sostenere l’ambiente prendendosi allo stesso tempo cura della propria salute. Sul sito dedicato i consumatori potranno infatti scegliere un apicoltore, il miele e il piano per adottare un’arnia, seguire le proprie api tutto l’anno e, infine, ricevere il miele prodotto dalle proprie api alla fine della stagione apistica”.

(Mauro Veca)

Castello di Meleto, di Gaiole in Chianti insieme alla Viticola Toscana, invece, hanno lanciato il progetto di custodia “Nel nome dell’Ape”, con l’obiettivo di triplicare l’esistenza di questi insetti nell’area del Chianti, nonché facilitare l’incremento delle api impollinatrici che, com’è noto, hanno una ricaduta positiva sulle difese immunitarie dell’uomo. L’opportunità dell’affido a tempo di un alveare vuole promuovere il ritorno alle buone pratiche di riequilibrio necessarie anche per l’educazione ambientale di ciascuno ed, anche, coltivare la consapevolezza nella cittadinanza di costruire un futuro di conservazione. Su ogni arnia presa in custodia, con una donazione di 350 euro, sarà apposto il nome dell’investitore e, dalla produzione di 10-15 chili all’anno di ciascun loco, saranno estratti 5 chili per 5 anni di affido. Chi deciderà di divenire custode di un’arnia consentirà di farla crescere e sviluppare: in questo modo ne avrà cura a distanza e sarà coinvolto nella crescita passo dopo passo.

Mentre Carrefour Italia sostiene una bella iniziativa di apicoltura nel centro di Milano, adottando quattro alveari degli Orti di Via Padova del circolo Legambiente Reteambiente Milano curati da Apicolturaurbana.it. Decidendo, così, di sostenere innovative iniziative di protezione di questi insetti con, appunto, Apicolturaurbana.it creata da Mauro Veca – apicoltore urbano a Milano da oltre 10 anni – e Giuseppe Manno. I due fondatori sono stati i primi in Italia a fornire soluzioni e strumenti per l’installazione degli apiari sui tetti, terrazzi e giardini di uffici ed aziende. L’apicoltura urbana ha fatto il suo ingresso nei progetti di Csr (Corporate social responsability) di diverse aziende e realtà industriali, infatti oggi si trovano alveari sui tetti di tantissime città in tutto il mondo. Carrefour, per esempio, ha già abbracciato un progetto a sostegno delle api in Francia, dove ha installato alcuni alveari sui tetti dei propri magazzini e, in collaborazione con gli apicoltori locali, sta già producendo il miele. Ora l’azienda francese espande questa esperienza anche da noi, partendo dagli Orti di Via Padova, un vero e proprio luogo della condivisione, ideato dal circolo Legambiente Reteambiente Milano, un punto d’incontro di diverse culture e di proposte educative, di cura dell’ambiente e di promozione culturale: un modello di comportamento positivo che ha ottenuto sostegno e conforto da parte di numerose associazioni culturali e sociali.  Apicolturaurbana.it, dopo questo assist, sta preparando un piano per rendere gli alveari adottati da Carrefour Italia accessibili al pubblico organizzando, in totale sicurezza e nel rispetto delle norme, laboratori, percorsi didattici e visite guidate. Il player della GDO prevede, inoltre, di raccogliere il miele prodotto dalle api ‘adottate’ e avviare una piccola produzione di miele urbano a marchio Carrefour.

Michele Pizzillo


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