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Pubblicato in Scenari il 17 Settembre 2020
di Giorgio Vaiana
Giorgio Pinchiorri

Oltre 3,3 milioni di euro.

E' questo quanto ricavato dall'asta di 2.500 bottiglie messe all'incanto dall'Enotec Pinchiorri, storico tristellato di Firenze. Parte di questi soldi, servirà a pagare gli stipendi arretrati ai 51 dipendenti del ristorante, come ha rivelato il patron del locale Giorgio Pinchiorri a Il Messaggero: "Per prima cosa ora pagherò gli arretrati ai dipendenti – ha dichiarato Giorgio Pinchiorri al Messaggero -. Questi soldi ci aiuteranno anche nel 2021, perché la crisi ci stangherà almeno per i primi sei mesi". Gli acquisti più cari dell’asta che si è svolta a Londra: tre bottiglie di Vosne Romanee Cros Parantoux 1985 di Henri Jayer sono state battute a 80.600 euro. Una magnum di Musigny 1990 di Georges Roumier è stata presa a 51mila euro, un’imperiale (sei litri) di Petrus 2009 a 45.700 euro. Due bottiglie di Romanee Conti 1990 del Domaine de la Romanee Conti sono andate a 43mila euro. L’operazione si è conclusa con un gran successo dal punto di vista finanziario, visto e considerato che la base d’asta (il prezzo minimo complessivo) era fissato a 2 milioni di euro. "Stiamo patendo come tutti, abbiamo patito e patiremo - aveva raccontato a fine agosto Pinchiorri al Corriere della sera - Noi facevamo ogni giorno tra i sette e i dieci tavoli di clienti degli alberghi. Oggi a Firenze il turismo è fermo, tanti hotel non hanno nemmeno riaperto. Abbiamo scelto di tenere il ristorante attivo tre giorni a settimana, da giovedì a sabato". L’idea dell’asta, in realtà, era nata prima dell'emergenza sanitaria. Pinchiorri aveva deciso di separarsi da alcune delle sue migliori bottiglie (la sua cantina ne custodisce 60mila) per un discorso di immagine.

C.d.G.


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