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Pubblicato in Scenari il 29 Luglio2016

Il patron della cantina "Giovanni Rosso" con uno dei vigneti più belli d'Italia investe a Solicchiata, in contrada Montedolce. Si parte con la prossima vendemmia. "Sono felicissimo, qui tante analogie con le mie Langhe e faremo grandi vini"

(Davide Rosso, della cantina Giovanni Rosso)

La notizia è di quelle che mettono a rumore l'universo del vino e la critica enologica di tutto il mondo. E che Cronache di Gusto pubblica in anteprima. Davide Rosso, uno dei più talentuosi e famosi produttori di Barolo scommette sull'Etna comprando terreni e vigneti annessi. 

La notizia è ufficiale da qualche minuto. Quattordici ettari, oltre la metà già vitata, in contrada Montedolce a poca distanza dalla frazione di Solicchiata nel territorio di Castiglione di Sicilia, sul versante nord est, quello che dai più è ritenuta la zona più vocata a dare grandi vini. Davide Rosso, patron a Serralunga d'Alba di alcuni fra i più prestigiosi cru d'Italia incluso la famosissima particella 251 P del Cru Vigna Rionda, considerata da Antonio Galloni "the jewel of the crown" tra i migliori vigneti italiani. Il produttore piemontese non nasconde la gioia del suo arrivo sull'Etna. "Sono felicissimo di essere qui - dice subito mentre cammina in mezzo al suo vigneto - l'Etna è straordinario. Ho cominciato a guardare, girare e cercare dalla Pasqua dello scorso anno e ora l'affare è concluso. Diventerò anche un produttore di Etna. E il merito, ci tengo a dirlo, è di Alberto Graci che ha mi ha aiutato a scommettere su questo territorio e che mi ha fatto scoprire la grandezza dell'Etna con i suoi vini".

(Davide Rosso nel suo nuovo vigneto sull'Etna) 

 Rosso è già al lavoro con la sua squadra, compreso il suo giovane enologo, il piemontese Andrea Del Piano che lo segue già in cantina a Serralunga. "Lavoreremo tanto e faremo molto, molto bene. Il Nerello Mascalese è un'uva straordinaria che assomiglia molto al Nebbiolo. E poi, pensiamoci bene, l'Etna l'unico territorio dove puoi parlare di cru insieme a Borgogna, a Barolo e a Barbaresco". Continua: "Qui i produttori si stanno muovendo bene. Sono rigidi, seri, si lavora sulla qualità senza porsi limiti. Mi ricordano molto le Langhe ma con suoli vulcanici e una luce strepitosa". 

Il vigneto ha un'età media di circa trent'anni ma alcune piante superano oltre sessant'anni. C'è un ettaro di Carricante, il resto Nerello Mascalese, sistemi di coltivazione misti, tra alberello e cordone speronato. Non si escludono futuri acquisti di altri terreni "ma l'obiettivo è quello di arrivare a una decina di ettari vitati nel suo complesso. Faremo un bianco e due-tre rossi, sicuramente un cru. Quante bottiglie? Lo vedremo dalla prossima vendemmia", dice ancora Rosso. Non è stato reso noto l'ammontare dell'investimento, la trattativa per l'acquisto è stata seguita da Luigi Vico, torinese e commercialista di fiducia del produttore piemontese. Per chi conosce Rosso e i suoi vini (protagonisti di una memorabile degustazione a TasteEtna come potete leggere qui) conosce bene i Barolo e un'azienda con vigneti mozzafiato: diciotto ettari da cui vengono fuori undici cru, tutti a Serralunga d'Alba - il più famoso è Vigna Rionda ma come non citare Cerretta e Serra - e una produzione complessiva di circa 130 mila bottiglie esportate per il 90 per cento in 41 Paesi. Per l'Etna una nuova conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di un territorio con un appeal senza eguali nel Sud Italia. E nelle Langhe, ombelico del mondo del vino, c'è chi sbarca. Ma c'è anche chi parte per nuove avventure.
F. C.

(ONLINE DALLE ORE 15,15 DEL 29 LUGLIO 2016)

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