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Pubblicato in Scenari il 08 Giugno 2017
di C.d.G.


(ph Giovanni Franco)

di Maria Giulia Franco

Gamberi infestanti che diventano mangimi e gli insetti nel piatto: sono tanti i progetti che il Crea presenta nel G7 a Bologna, per spiegare come la scienza affronti le sfide ambientali del mondo. 

L'obiettivo, dicono i ricercatori, è ottimizzare la gestione delle risorse agricole per limitare gli sprechi e valorizzando anche gli scarti. Con il gambero infestante della Louisiana il Crea ha ottenuto dei mangimi per i pesci d'acquacoltura economicamente sostenibili e con basso impatto sull'ambiente e sulle risorse. Dalle bucce e dai vinaccioli delle vinacce i ricercatori hanno ricavato farine e antiossidanti naturali. Ed ecco ancora il baco da seta che rappresenta una vera e propria risorsa: attraverso un innovativo processo i ricercatori sono riusciti a ottenere una fibra di alta qualità, utilizzata per gioielli misti con seta e oro e prodotti biomedici, mentre i prodotti di scarto della filiera sono recuperabili e riutilizzabili in sottoprodotti, come olio e proteine per l'alimentazione animale, composti per la cosmesi, imbottiture e seta rigenerata, principi attivi da utilizzare in farmacologia, biomassa per combustibile o fibra.

Un altro capitolo dei progetti Crea riguarda la gestione agro-ambientale integrata per ottimizzare acqua ed energia, insieme alla promozione di tecniche colturali sostenibili in grado di preservare i suoli, incrementandone la fertilità. Ampio spazio è poi dedicato agli insetti, nuovo integratore alimentare a basso impatto ambientale, ma anche alle api, veri e propri indicatori biologici in grado di monitorare la qualità dell'ambiente in cui vivono. Infine il Crea affronta il tema degli antagonisti naturali delle specie aliene che recano danni all'ortofrutta e del nuovo laboratorio per la quarantena. Il futuro insomma è ancora tutto da scrivere.


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