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Pubblicato in Scenari il 15 Giugno 2011
di Redazione

L’Italia primo produttore al mondo per quantità. Ma le aziende sono caute: “Una buona notizia ma si può fare di più”


Da sinistra Salvatore Li Petri, Alberto Graci Aiello e Lidia Matera

Italia prima produttrice di vino del mondo. Secondo i dati dell'ultima vendemmia 2010-2011 forniti da Coldiretti i produttori di vino italiani hanno prodotto 49,6 milioni di ettolitri sfilando ai francesi che invece quest’anno hanno prodotto poco meno di 47 milioni di ettolitri.

Un primato che si può definire di qualità. Sempre secondo Coldiretti, infatti, il primato made in Italy viene confermato pur considerando i valori italiani al netto della feccia stimabile in un 5%. La buona notizia rallegra i produttori del Sud che però tengono alta l’allerta sul fattore qualità e sul fattore posizionamento del prodotto sul mercato. “Ciò che ci interessa innanzitutto – sostiene Salvatore Li Petri, direttore generale della cantina Settesoli – è la qualità, un ideale da mantenere alto perchè è quello che realmente paga. Non ho fatto particolari salti di gioia quando ho appreso la notizia del primato italiano. A me – spiega Li Petri - sta bene essere primi nella produzione, l’importante è che si abbinino alla produzione dei canali per la giusta collocazione sul mercato”. Li Petri che produce ad Agrigento e commercializza grandi quantità di vino in diversi formati quantificabili in 26 milioni di bottiglie da 0,75 litri in un anno, dice così il suo “no” all’anonimato. Fiducioso si dice, invece, Alberto Graci Aiello: “Penso – ha dichiarato - che l’Italia in questi anni di grandi sforzi verso la qualità abbia raggiunto non solo un primato numerico ma anche un primato territoriale. Credo che la nostra forza sia nell’identità dei nostri vini e dei vitigni autoctoni”. Non poteva non toccare la nota della forza del territorio un produttore di vino che lavora a Passopisciaro sull’Etna. La notizia del primato mondiale ha dato grande
soddisfazione anche ai produttori calabresi. Lidia Matera, responsabile della Tenuta Terre nobili in provincia di Cosenza ha detto: “Abbiamo accolto la notizia con tanta gioia. Crediamo che il vino italiano sia per la maggior parte di qualità ecco perché siamo orgogliosi e fieri di questi dati”. Le fa eco anche Danila Lento, della cantina Lento, azienda che produce a Lamezia Terme 500 mila bottiglie all’anno: “Questi dati – ha dichiarato - sono il segno che la tradizione italiana della cultura millenaria del fare vino ha superato le capacità di marketing dei cugini francesi. Quello che manca all’Italia è saper valorizzare i suoi prodotti”. Ecco perché Lento punta molto sulle esportazioni all’estero: “Lavoriamo molto con l’estero – dice Danila Lento -. In particolare il 50% della nostra produzione annua raggiunge i paesi della Svizzera,
Germania, Svezia, Lussemburgo, Canada e perfino Australia”. Gianfranco Paladino Alcesti, che dirige un’azienda nel marsalese da 250 mila bottiglie all’anno si dice poco sorpreso dalla notizia: “Ho notato la crescita del vino esportato in questi anni – ha detto-. Secondo me si tratta di un traguardo intrinseco al prodotto stesso considerando che mediamente la qualità dei prodotti è accettabile. Forse si dovrebbe ancor di più aumentare la produzione per rimanere competitivi”.

Piera Zagone


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