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Pubblicato in Scenari
Ph Ennevi VeronaFiere

“Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva”, è la preview di wine2wine digital che si è svolta questa mattina in modalità virtuale e di cui parla diffusamente in un articolo Emanuele Scarci sul nostro giornale.

Il forum di oggi, dedicato a commentare i dati di Nomisma sul vino italiano tra export e vendite in quest’anno particolare, ha avuto uno spettatore d’eccezione: Angelo Gaja. Qui di seguito la sua sintesi degli interventi e, in neretto, alcune sue considerazioni che abbiamo ricevuto e pubblichiamo.

DENIS PANTINI Nomisma - È virtuoso comunicare dati per infondere forza e coraggio, senza però dimenticare la realtà.

RAFFAELE BORRIELLO Ismea - Bravo.

MICHELLE LIU, Cina - Crescita della produzione di vino in Cina. Si ripeterà, ma più celermente, quanto già era avvenuto negli Stati Uniti. I vini nazionali coinvolgono i consumatori, li rendono partecipi, FAVORISCONO LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL VINO, a favore anche dei vini di importazione.

NICK BIELAK, GB, niente di nuovo.

HEINI ZACHARIEISEN, ha fatto la sua brava marchetta in favore di DIVINO.

THIERRY COHEN, GIAPPONE. La ripresa partirà lenta nel 2021. Un terzo del vino (importato) vende nella ristorazione. Mentre per il vino italiano la quota è del 60%, e quasi esclusivamente nei ristoranti di cucina italiana. Uscire dal ghetto.

JOHN MORAMARCO, USA Vino consumato nella ristorazione sceso al 6%, rispetto al 16% ante-COVID. Nel dopo Covid fino al 2025 il vino venderà nella ristorazione il 12%. Attivare altri canali di vendita per il vino italiano. Cammina forte il Vermout per base cocktail casalinghi.

DONATO LANATI, il più bravo wine-consultant italiano costretto a parlare di viticoltura ??!! Perché?

JOSE’ RALLO - Come Donnafugata ha affrontato la crisi.

DOMINGA COTARELLA - La bellezza dell’attesa, coltivarla; imparare ad aspettare perché i momenti belli torneranno.

MARCO NANNETTI - Bravo. Ha tirato fuori l’orgoglio delle cooperative emiliane e lasciato intendere che i contributi a fondo perduto, più che destinarli alla ristrutturazione delle cantine/vigneti vadano invece destinati a sostenere le esigenze del comparto viti-vinicolo: RICERCA nel settore viti-vinicolo, innovazione, comunicazione.

LAMBERTO FRESCOBALDI - Abbattere cuneo fiscale per incrementare il reddito dei lavoratori. Semplificazione. Estendere banda larga nelle aree rurali. Investimenti strutturali. Avversare il dilagare nel mondo di tariffe doganali/protezionismo.

RICCARDO PASQUA - Avere consapevolezza della forza del Made in Italy. Si è dimenticato di dire che il campione assoluto del Made in Italy è proprio il vino italiano. Ha sottolineato che il vino italiano cresciuto molto nel vigneto ed in cantina ha oggi assoluto bisogno di PIÙ MARKETING, a 360°.

ETTORE NICOLETTO - Puntare anche sul fascino dell’italian style, coinvolgere design, moda, arte. Favorire processi di aggregazione del sistema viti-vinicolo italiano polverizzato.

MINISTRO BELLANOVA - È il migliore ministro dell’agricoltura degli ultimi decenni per conoscenze ed esperienza. Preoccupazione per il momento difficile delle piccole-minuscole aziende viti-vinicole italiane, che pagano il prezzo più elevato della crisi. PAC/SERVE UN NUOVO PIANO DI SVILUPPO AGRICOLO. VINITALY e’ un ottimo strumento di promozione, ma ce ne sono anche molti altri. Per settore viti-vinicolo, avviare un piano di RIPRESA e di RESILIENZA. Portare la banda larga nelle aree rurali. Recuperare/integrare nel settore GIOVANI e DONNE. Forte necessità anche per il settore agricolo di INNOVAZIONE e RICERCA

GIOVANNI MANTOVANI - in buona forma, buoni interventi. Dobbiamo imparare a guardare al bicchiere mezzo pieno. Anche lui preoccupato per la crisi che colpisce ferocemente piccole/minuscole aziende. Insiste sull’utilità delle Fiere vinicole che debbono beneficiare del Recovery Fund. Spera che anche il ministro Bellanova la pensi in modo eguale. Invoca l’OCM Promozione anche per il mercato Ue

Angelo Gaja

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