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Pubblicato in Scenari il 08 Gennaio 2020
di C.d.G.

A quarant'anni dalla nascita, il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano Dop punta su tre nuovi prodotti per conquistare altri mercati internazionali, attrarre più consumatori con un gusto più elegante e delicato, affermarsi su nuovi canali di diffusione (hotel, ristoranti, pizzerie, bar e catering) e posizionarsi solidamente nella distribuzione specializzata come i Gourmet Store.

Se la parola d'ordine per uscire dalla crisi sul prezzo del latte è "diversificazione", il Consorzio mette in campo una nuova strategia con tre nuove tipologie di Pecorino Romano da tavola: "Extra" a basso contenuto di sale, "Riserva" con una stagionatura di almeno 14 mesi (con supplementi da 18-20-24-30 mesi) e di "Montagna".

Per poter tutelare e promuovere questi tre nuovi prodotti, che affiancheranno quello tradizionale, è stato avviato un percorso di modifica del disciplinare di produzione della Dop e proprio oggi sarà l'assemblea del Consorzio a decidere su questo punto. Un tassello indispensabile, perché così come è adesso il meccanismo di tutela è troppo generico per poter funzionare con prodotti molto diversi l'uno dall'altro. Il primo passo è stato già fatto: nell'ultimo Consiglio d'amministrazione, infatti, il direttivo dell'Ente ha condiviso e approvato le modifiche al Disciplinare. "Non ci sarà più una sola referenza, indistinta, rispetto alla qualità, ma verranno introdotti elementi qualitativi che differenzieranno il prodotto e ci consentiranno di affermarci su mercati completamente nuovi o ancora solo parzialmente esplorati, spostandoci da quelli prettamente industriali alle vendite per le tavole, soprattutto in mercati come quello americano - spiega Salvatore Palitta, presidente del consorzio - Ma non solo: anche il consumatore potrà liberamente scegliere quale tipologia di Pecorino comprare. La componente salina, elevata per tradizione, è sempre stata associata al Pecorino romano. Oggi, è arrivato il momento di far arrivare un'informazione precisa al consumatore. Il disciplinare, dopo la definitiva approvazione da parte dell'assemblea dei soci, sarà sottoposto alle verifiche del Ministero competente e della Commissione Agricoltura.

C.d.G.


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