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Pubblicato in Scenari il 21 Gennaio 2021
di Giorgio Vaiana
Il liceo Florio di Erice

di Clara Minissale

Un liceo enogastronomico, il primo in Italia, per formare professionisti del gusto e promuovere il territorio.

È nato ad Erice, nel trapanese, e il 2021/2022 sarà il primo anno scolastico nel corso del quale aprire la strada alla formazione di esperti in giornalismo enogastronomico, food and beverage management e ospitalità alberghiera. Il nuovo corso di studi, per il quale sono aperte le iscrizioni che si chiuderanno il 25 gennaio, nasce a conclusione di un progetto triennale di ricerca europeo denominato Cucota (https://www.cucota.eu) su “Cultura e comunicazione del gusto”, portato avanti dall’Università di Palermo con la New Bulgarian University, la Kauno Technologijos Universitetas, l’Istituto alberghiero Florio di Erice come capofila, il Bread Making and Confectionery di Sofia e il centro Food Industry and Trade Training di Kaunas in Lituania.

“Al termine di Cucota – spiega Gianfranco Marrone, professore ordinario di Semiotica all’Università di Palermo e ideatore del progetto – abbiamo pubblicato un manuale di cultura e comunicazione del gusto rivolto alle scuole alberghiere europee per promuovere la ricerca sul cibo in chiave innovativa, la cooperazione internazionale e le relazioni tra differenti sistemi di istruzione. Da lì, con Pina Mandina, dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero Florio di Erice, capofila del progetto, è nata l’idea di creare all’interno della sua scuola un liceo enogastronomico per formare comunicatori del gusto. Questo corso di studi avrà, poi, una sua ideale continuazione all’Università di Palermo, dove è in discussione l’istituzione di un indirizzo di corso di laurea in comunicazione enogastronomica, da fare partire il prossimo anno. Un percorso che ci dà grande soddisfazione perché non capita tutti i giorni che da un progetto di ricerca si riesca concretamente a cambiare la realtà”.

“Il nostro istituto, a partire dal prossimo anno scolastico, avrà due indirizzi – spiega la dirigente dell’alberghiero di Erice, Pina Mandina, da otto anni alla guida di una scuola con oltre mille e duecento alunni – quello professionale che tutti già conoscono e il liceo enogastronomico con una vocazione verso la cultura del gusto e un piano di studi che coniugherà le materie di liceo con declinazione territoriale e con percorsi di approfondimento ed attività di laboratorio”. L’obiettivo sarà, dunque, quello di dare ai giovani strumenti di conoscenza del territorio uniti a quelli che ruotano intorno al mondo della comunicazione, dei social media, dell’arte, della fotografia: una maniera di guardare al cibo e alle sue implicazioni con spirito critico, sviluppando capacità di narrazione.

“Inoltre – aggiunge – ci auguriamo che l’attivazione di un liceo di questo tipo ad Erice possa contribuire alla sua attrattività, con importanti ricadute sul territorio”. Prima fra tutte la ristrutturazione del Convento di San Carlo, una struttura originaria del 1600, un tempo convento di clausura con annesso laboratorio di pasticceria e finestrella sulla strada per la vendita dei dolci, oggi trasformata in un college che accoglierà gli studenti del liceo che porteranno nuova vita tra le strade del borgo. “La nostra idea è quella di farne una scuola albergo – conclude Mandina – nella quale sperimentare tutto quello che si è imparato tra i banchi”. Un punto di vista che ha convinto anche l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla che ha sostenuto e incoraggiato il progetto. “Erice è stata spesso fonte battesimale di iniziative culturali – dice pensando al Centro di Cultura scientifica Ettore Majorana – e questa nuova proposta formativa permetterà di preparare i giovani ad interpretare il tema food con un approccio culturale oltre che pratico, tenendo conto dei contesti territoriali e anche del target dei destinatari di un’offerta di qualità. Ci auguriamo che l’istituto di Erice diventi un sito sperimentale sulla cultura del gusto che irradi il suo raggio d’azione su scala molto più ampia”.

 


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