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Pubblicato in Scenari il 06 Giugno 2012
di C.d.G.

La commissione europea pressa già da tempo l’India per il taglio sui dazi di importazione che si aggirano intorno al 200%.

L’obiettivo sarebbe di portare il livello al 150%. Una richiesta alla base di un accordo di mercato che agevolerebbe anche l’entrata dei prodotti indiani nel Vecchio Continente. Sullo stato della trattativa scrive anche Decanter.com che pubblica la dichiarazione di un portavoce della Commissione europea sull'intenzione decisa di ottenere un consistente indebolimento dei freni all'esportazione. Il sistema di tassazione indiano sui vini e bevande alcoliche prevede dazi molto elevati e mantenuti alti proprio perché  ai 28 stati garantirebbe le maggiori entrate dal punto di vista fiscale. Nonostante questa strozzatura, il mercato indiano rappresenta un canale importante per i produttori europei e in continua crescita secondo gli ultimi dati sull’export.

La rivista inglese riporta che il taglio potrebbe essere dimezzato, secondo quanto segnalato in alcuni report.
Ma si sarebbe lontani dal quello drastico sulle imposte che invece, riferisce sempre l’articolo, ha adottato Hong Kong nel 2008, manovra che avrebbe causato un’impennata delle vendite di vino europeo nel Paese. Il mercato indiano potrebbe costituire uno sbocco privilegiato per i vini di fascia medio alta che avrebbero come acquirente la classe emergente della borghesia sempre più predisposta al consumo di vino.
 
In valore, il mercato dei vini e dei liquori, secondo i dati dell’Associazione delle Camere di Commercio e Industria dell’India, nel 2015 toccherà i 20.600 milioni di euro. 

Maria Giambruno


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