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Scenari

Italiani primi al mondo per consumo di olio, ma di qualità ne capiscono ben poco

13 Settembre 2021

L’Italia ha il primato mondiale nei consumi annui di olio extravergine d’oliva con oltre 500 mila tonnellate, ma il 50% degli italiani non è ancora in grado di riconoscere un prodotto di qualità.

È questa la fotografia scattata da Unaprol, su dati Ismea elaborati dal proprio ufficio studi durante la prima sessione di incontri di Evootrends, l’evento dedicato alla filiera olivicola organizzato da Unaprol e Fiera Roma. Nonostante il consumo medio annuo pro capite di olio d’oliva si aggiri sui 7,5 chili, i consumatori non hanno ancora in mano tutti gli strumenti per scegliere con cognizione il miglior prodotto per caratteristiche chimiche e organolettiche. Secondo i dati forniti dall’organizzazione dei produttori, gli italiani dedicano il 2,3% del proprio budget di spesa all’olio extravergine d’oliva, con una larga propensione all’acquisto diretto presso frantoi, cooperative ed olivicoltori (30%).

“Abbiamo la necessità di lavorare all’educazione al consumo di oli extravergine d’oliva di qualità per valorizzare in questo modo l’impegno e il lavoro dei produttori italiani – spiega il presidente di Unaprol, David Granieri – per questo motivo, insieme a Campagna Amica e Fondazione Evoo School, stiamo cercando di formare, attraverso diversi eventi dedicati, consumatori più attenti e consapevoli”. Amaro e piccante, due caratteristiche positive degli oli, non possono essere scambiati per difetti, così come è necessario pretendere al tavolo di un ristorante che l’olio abbia la sua dignità e non venga servito in una oliera che ne distrugge le caratteristiche organolettiche e salutistiche e mortifica i produttori di qualità. “Chi impara a conoscere e a distinguere un olio extravergine d’oliva italiano di qualità – conclude Granieri – non torna più indietro e non si lascia più tentare dalle offerte civetta che danneggiano il mercato”.

C.d.G.