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Scenari

La collezione “solare” firmata da Saraceno: da Sotheby’s è “caccia” alle bottiglie Ornellaia

01 Settembre 2020
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di Michele Pizzillo

Nove giorni di “fuoco” per i collezionisti di Ornellaia Vendemmia d’Artista.

Oggi, infatti, inizia l’asta organizzata da Sotheby’s per l’aggiudicazione, rigorosamente online, dei 12 lotti delle preziose bottiglie di Ornellaia Vendemmia d’Artista 2017 “Solare”. L’artista con cui l’azienda toscana appartenente ai Marchesi Frescobaldi, ha scelto di collaborare quest’anno è l’argentino Tomás Saraceno, noto a livello internazionale per le sue installazioni interattive che propongono, in un’epoca di tumulto ecologico, nuovi modi sostenibili di vivere il nostro pianeta. E, il tema della sostenibilità ambientale è anche il filo rosso che unisce l’artista ad Ornellaia, realtà che da tempo grazie ad un’agricoltura di precisione, punta su ecosistemi capaci di autoregolarsi di fronte a condizioni climatiche diverse. È infatti l’alleanza tra il sole e i sistemi viventi abitati il punto da cui è partito l’artista argentino per creare sia le etichette dei grandi formati che saranno oggetto dell’asta, sia l’opera site-specific dedicata alla tenuta.

Il lotto più prestigioso dell’asta, fanno sapere da Bolgheri, sede dell’azienda, è la scultura-Salmanazar, intitolata “Pneuma 4.21×105”, in pratica un’imponente 9 litri Ornellaia 2017 sormontata da una sfera flottante e sottili linee nere che si ancorano al collo. Oltre a questa, degli altri 11 lotti che verranno battuti da Sotheby’s, 9 contengono altrettante imperiali (6 litri), che raffigurano le diverse fasi dell’eclissi solare, vendute singolarmente o in coppia con una seconda imperiale di Ornellaia etichetta classica. Un altro gioiello dell’asta è una verticale unica delle ultime 6 annate di Ornellaia, in 12 bottiglie da 750 ml con etichetta di Vendemmia d’Artista e in cassetta di legno celebrativa. Infine, chiude l’asta il lotto di 6 magnum di Ornellaia Bianco, declinato nelle ultime tre annate.

(L’etichetta che cambia colore)

Anche l’etichetta celebrativa “Solare” per le bottiglie da 750 ml di Ornellaia 2017 racchiude una peculiarità: realizzata con carta termo-cromica, cambia colore al tocco della mano, invitando a riflettere sull’ impatto che le nostre azioni hanno sul pianeta. Sarà presente in un unico esemplare in ogni cassa di Ornellaia da 6. Queste opere enologiche ed artistiche sono messe all’asta online dal 1 al 9 settembre 2020. Per visionare i lotti, magari lasciare un’offerta e partecipare all’asta internazionale, bisogna registrarsi sul sito www.sothebys.com/ornellaia. In questo modo possono partecipare all’asta collezionisti di tutto il mondo con la speranza di aggiudicarsi un lotto di questa preziosa collezione, compiendo contestualmente anche un gesto di grande generosità, perché i proventi dell’asta verranno devoluti, come già avvenne l’anno scorso, alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, per sostenere il programma “Mind’s Eye”, creato dal dipartimento di educazione del Guggenheim per aiutare le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l’arte attraverso l’utilizzo degli altri sensi.

Il progetto Ornellaia Vendemmia d’Artista ha preso l’avvio a maggio del 2009, con l’uscita del vino della vendemmia 2006. D’allora, ogni anno – questa è la 12esima edizione – il progetto celebra e descrive il carattere di ogni nuova annata di Ornellaia, con un artista contemporaneo che firma un’opera d’arte site specific e una serie di etichette in edizione limitata, traendo ispirazione da una parola scelta dal Direttore dell’azienda, Axel Heinz. Il progetto prevede che in ogni cassa di Ornellaia una delle 6 bottiglie (da 750 ml) abbia un’etichetta creata dall’artista. Esattamente come negli anni precedenti, il progetto include un’edizione limitata di 111 bottiglie grande formato (100 Jeroboams (3 litri), 10 Imperiali (6 litri) e 1 Salmanazar (9 litri)) numerate e firmate personalmente dall’artista. Poi, una selezione di queste bottiglie, vengono battute all’asta da SOTHEBY’S e il profitto, come si è detto, è devoluto al sostegno del programma Mind’s Eye della Fondazione Solomon R. Guggenheim.