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Pubblicato in Scenari il 08 Marzo2013

Oltre venti cantine siciliane nel nord Europa per far conoscere i vini dell’Isola.

 E’ positivo il bilancio del tour promosso dall’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e rivolto agli operatori commerciali di Svezia e Danimarca. Da Stoccolma a Copenaghen, la delegazione siciliana ha presentato ad un grande pubblico di addetti ai lavori il meglio delle proprie produzioni.

“Il cittadino svedese consuma in media 20 litri di vino all’anno, con una preferenza per i vini rossi -  sostiene Salvatore Li Petri, direttore generale delle Cantine Sottesoli -. L’Italia è il primo paese importatore di vino in termini di volume e il secondo, dopo il Sudafrica, ad importarlo in formato “bag in box”, la modalità preferita dal paese scandinavo”. “Tendenza che - afferma Paolo Calì dell’omonima azienda di Vittoria - “si sposta sempre di più verso il prodotto imbottigliato. Un dato interessante è inoltre il fatto che il consumo prevalente di vino in Svezia avviene lontano dai pasti”.

“Il monopolio statale svedese gioca ancora oggi un ruolo fondamentale e di assoluta preminenza - afferma Antonella Brugnano dell’azienda Brugnano – e garantisce al produttore più sicurezza contrattuale e maggiori volumi di vendita rispetto al canale della ristorazione”. La situazione cambia radicalmente in Danimarca dove non c’è un monopolio e sono presenti ben 1.500 compagnie importatrici di vino. “Il paese danese – afferma Gera Ienna di Donna di Coppe - è il primo consumatore di vino, pur non essendo un produttore, e il vino italiano è il più importato. Per riuscire a guadagnare uno spazio in un mercato così interessante, noi produttori siciliani, dobbiamo necessariamente unire le forze e proporci ai consumatori danesi puntando sulla forza del nostro terroir e del nome Sicilia”.

A Copenaghen si è svolta una degustazione speciale aperta al pubblico: produttori e consumatori hanno apprezzato il confronto diretto, per comprendere l’essenza stessa del prodotto siciliano, soprattutto in un mercato come quello scandinavo che negli anni si sta avvicinando sempre di più allo stile di vita dettato della dieta mediterranea.

Grande successo anche per i seminari condotti da Thomas Ilkjaer, autorevole firma della stampa scandinava, a conferma di un trend che vede aumentare l'interesse del pubblico nordeuropeo nei confronti del vino siciliano. “Il dialogo diretto creato tra i produttori di vino e gli addetti ai lavori – afferma Lucio Monte, responsabile dell’area tecnico-scientifica dell’Irvos - si conferma ancora una volta come la soluzione migliore per far conoscere e apprezzare i prodotti siciliani di alta qualità. Il tema fondamentale del programma d’internazionalizzazione dell’Istituto per il 2013, il Born in Sicily, si conferma di grande attualità: la nostra cultura eno-gastronomica continua a generare attenzione e coinvolgimento da parte di consumatori informati, il potenziale di crescita in questi mercati è più che significativo e occorre saper sfruttare al meglio risorse e investimenti”. Il prossimo Wines of Sicily Tasting è in programma al Jockey Club di Hong Kong.

Clara Minissale

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