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Pubblicato in Scenari il 13 Maggio2020
Matilde Poggi

 

Fivi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, scrive a Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole, e a Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, affinché intervengano per sostenere il settore vitivinicolo e il settore Horeca fortemente provati dalla situazione di emergenza legata al Covid-19.

Sono principalmente tre le azioni che i Vignaioli chiedono: Iva agevolata sul vino al 10%, Iva relativa alle cessioni di vino diventi esigibile al momento dell’incasso della fattura e sospensione del versamento dell’Iva relativa alle fatture già emesse da marzo. Il primo comma dell’articolo 6 del Dpr 633/72 prevede infatti che le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della loro consegna o spedizione. Alla luce della situazione che ha portato alla sospensione di tutte le attività di somministrazione, tenuto conto che la loro ripresa ed il loro ritorno a livelli economici pre-pandemia saranno incerti, difficoltosi e lunghi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha chiesto ai Ministri che, fino al 31 dicembre 2023, l’Iva relativa alle vendite di vino all’Horeca sia esigibile solo al momento dell’incasso delle fatture e non al momento della consegna o della spedizione. La richiesta, quindi, è che anche la fattura sia emessa solo dopo aver incassato il corrispettivo dovuto.

Per le vendite già effettuate, da marzo in avanti, e per le quali è già stata emessa la relativa fattura di vendita, la Fivi richiede che l’Iva sia considerata “in sospeso” (come avviene per le cessione alla Pubblica Amministrazione) e che diventi esigibile soltanto all’atto dell’incasso della stessa precedentemente emessa. Inoltre Fivi per favorire l’acquisto di vino e per sostenere il settore vitivinicolo, ha chiesto anche che, fino ad almeno il 31 dicembre 2023, l’aliquota Iva non sia quella ordinaria del 22%, ma quella agevolata del 10%.

C.d.G.

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