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Pubblicato in Scenari il 10 Luglio 2017
di C.d.G.

Il patron di Bellavista ragiona sul futuro e annuncia nuove iniziative su Sella&Mosca, l'azienda rilevata alcuni mesi fa dalla Campari

Se non è rivoluzione, poco ci manca. In ogni caso è una ferma presa di posizione che rischia (?) a cascata di far riflettere altri colleghi e di seguire l'esempio. 

Vittorio Moretti, neo proprietario della storia cantina di Alghero in Sardegna Sella & Mosca ha dichiarato: "Basta con il vino industriale e via alla produzione artigianale, più valore alle etichette pregiate, a partire da Villamarina e Anghelu Ruju, taglio dei vini a margine zero, stop alla grande distribuzione se non in casi specifici, avvio di ristorazione e ricettività". In sintesi è il nuovo piano di Moretti, intervistato da Emanuele Scarci de Il Sole 24 Ore che ha preso parte a un press tour in Sardegna organizzato da Cronache di Gusto. Moretti vuole, insomma, definitivamente voltare pagina: "Tiriamo una riga sulla gestione precedente - dice a Scarci - Basta con il vino industriale. Nei nostri migliori vigneti, almeno il 40% del 530 ettari, dalla prossima vendemmia avvieremo la raccolta manuale. Gli acini devono arrivare alla pressa tutti interi, stop ai chicchi maciullati. L'uva non va maltrattata con macchine e pompe. Abbiamo acquistato nuove macchine che servono a selezionare gli acini”.

Insomma Moretti punta sul futuro immediato: "Daremo più valore ad etichette come Villamarina e Anghelu Ruju, anche se viviamo di Nuraghe Majore”. Sella & Mosca vende 6,5 milioni di bottiglie (in parti uguali tra Sardegna, Italia ed estero), “ma di queste 1,5 milioni sono un prodotto a basso prezzo e margine zero. Oggi abbiamo una trentina di etichette, troppe: vanno ridotte. Va fatta selezione e qualità. Oggi il 90% della produzione va in grande distribuzione. Ebbene, si cambia strada e si va in Horeca. Sugli scaffali della grande distribuzione solo in casi particolari e non certamente Villamarina. Ma anche un prodotto come Terre Bianche merita più considerazione e valore”. E Moretti aggiunge: “In tre anni cambieremo il volto dell'azienda”. Moretti conta anche sulla consulenza esterna dell'enologo Beppe Caviola. In azienda c'è Giovanni Pinna.

Vino, ma non solo. Perché Moretti parla anche di enoturismo: "Nella nostra magnifica sede - conclude Moretti - avvieremo l'ospitalità: abbiamo 8 stanze ma le aumenteremo a 20. Con alcune di alto livello. E ovviamente organizzeremo una ristorazione all'altezza della situazione". Moretti ha rilevato la cantina per 62 milioni di euro. Anche con l'aiuto della holding d'investimento cinese Nuo Capital che ha messo sul piatto 23 milioni per acquisire il 30% di Moretti Distribuzione. Simest ne ha investiti altri 12 per rilevare il 14% del capitale della sub holding bresciana Terra Moretti spa. Il resto è stato reperito con l'accensione di un mutuo dopo il closing dell'operazione . Con Sella & Mosca il gruppo Terra Moretti diventa quarta cantina per dimensione (dopo Antinori, Zonin e Frescobaldi) e 23° per fatturato. Inoltre supera i mille ettari di terra vitati, suddivisi tra Franciacorta, Sardegna e Toscana. Quest'anno punta il gruppo su una produzione di 9,6 milioni di bottiglie e un fatturato di 63 milioni. Il business plan al 2020 stima ricavi per 90 milioni e un Ebitda di 24 milioni, con un incidenza del 27%. Significa crescere del 10% l'anno per un quinquennio.

C.d.G.

 

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