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Pubblicato in Scenari il 28 Dicembre 2018
di Fabrizio Carrera


(ph Simone Marchese)

Produzione olivicola 2018 in aumento in Toscana con una crescita del 30% in più rispetto all'annata precedente chiusa a 100 milioni di litri e "considerata disastrosa" dagli operatori. 

Nel 2018 - segnala in una nota Confcooperative-FedAgriPesca Toscana - la regione è uno dei pochi territori italiani "che può vantare un segno più sulle stime produttive, con punte in alcune zone che arrivano fino ad un incremento del 50%". "Siamo ancora lontani - commenta il vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca Toscana Ritano Baragli - dai livelli di dieci anni fa, quando si toccavano punte di 200 milioni di litri, ma già quest'anno siamo in ripresa. La diversificazione da zona a zona è colpa del vento gelido dello scorso febbraio, che ha danneggiato drasticamente alcune varietà di piante come il frantoio, mentre ha lasciato intatte altre varietà più resistenti. Per fortuna le condizioni climatiche sono state poi favorevoli e hanno favorito una buona maturazione. La qualità è buona, abbiamo diverse punte di eccellenza. Le olive sono sane e anche il temutissimo attacco della mosca è stato ben contrastato". Baragli ha infine lanciato un appello in difesa degli oliveti in collina chiedendo il sostegno della Regione Toscana.

"E' a rischio - afferma - la coltura di olivi che fa bello il paesaggio toscano, quello collinare, questo a causa della concorrenza con impianti specializzati, soprattutto nelle zone costiere pianeggianti, che consentono la raccolta meccanizzata delle olive. Nel prossimo futuro, e parlo di 3-4 anni, si creerà una differenza molto forte di redditività degli oliveti tra le zone interne collinari e le zone pianeggianti". "Per questo- conclude- è necessario un'azione politica incisiva. Chiediamo alla Regione Toscana il sostegno per avviare interventi mirati per mitigare queste differenze, penso ai terrazzamenti o ai muretti a secco, altrimenti il rischio è che gli oliveti in collina vengano abbandonati.

C.d.G.


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