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Pubblicato in Scenari il 20 Maggio2020

Recuperare le regole della Dieta Mediterranea per sostenere la ripartenza degli italiani.

A dieci anni dal riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, il Gruppo olio d’oliva di Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia, e Aibi, l’Associazione Italiana Bakery Ingredients, propongono di valorizzare le idee e gli alimenti alla base di questo modello culturale. "Nonostante sia considerato dagli esperti il regime dietetico più salutare e sostenibile, una serie di studi recenti dimostra che, negli ultimi anni, meno del 50% degli italiani segue regolarmente la Dieta mediterranea – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva – Poiché il connubio tra pane fresco e olio extra vergine d’oliva è la sintesi migliore di questo modello alimentare, ci sembra giusto riproporre la merenda della tradizione per ricordare i "fondamentali" del mangiare sano e gustoso tipico della Dieta mediterranea".

Come dimostra la famosa piramide alimentare, ideata dal medico e ricercatore statunitense Ancel Keys nel 1959, in questo percorso dietetico è essenziale variare le pietanze, puntare sulla stagionalità degli ingredienti e sulla semplicità delle ricette, mangiando cereali, meglio se integrali, verdura e frutta tutti i giorni, seguiti, due volte a settimana, da latticini, legumi, carne e pesce. Due, però, sono gli alimenti che non devono mai mancare a tavola: il pane fresco "del fornaio"”, come scriveva lo scienziato americano, e l’olio extra vergine d’oliva. Ecco perché Assitol e Aibi promuovono "Io riparto da Pane&Olio", ovvero il ritorno a sane abitudini alimentari, cominciando dalla merenda della tradizione. "Questa pietanza mette d’accordo tutti gli italiani, che la apprezzano da Nord a Sud – ricorda Palmino Poli, presidente di Aibi – ora che l’Italia cerca di rialzarsi, seppure faticosamente, Pane&Olio è la pietanza da rivalutare, adatta ad ogni momento della giornata, a tutte le tasche, a tutti i gusti". Una ricerca di qualche tempo fa condotta da Doxa aveva confermato che per il 72% degli italiani la dieta ideale è quella mediterranea. A lunghissima distanza la seguono quella vegetariana o vegana (17%),quella iperproteica (11%) e infine quella low-carb (2%). A farla vincere sono valori non solo nutrizionali. Piace per la convivialità prima che per gli aspetti legati al benessere, 81% contro 69%. A confermare che mangiare mediterraneo fa bene ci sono anche le esportazioni. Negli Stati Uniti sono aumentate del 5% quelle dei pomodori. È aumentato del 38% il consumo di olio d’oliva e del 15% quello di vino.

Intanto per promuovere i benefici della merenda della tradizione, Assitol e Aibi, in collaborazione con l’Università di Napoli "Federico II", hanno predisposto l’opuscolo informativo "Pane&Olio – Gustiamoci la salute". Presentato alcuni mesi fa all’Aeroporto di Napoli, in un evento-omaggio agli studi che Ancel Keys compì in Campania negli anni ’50, il libretto sottolinea le qualità nutrizionali di questa "unione" alimentare. In particolare, i carboidrati complessi del pane, meglio se integrale per la presenza di fibre, forniscono energia di facile assimilazione, mentre l’olio d’oliva, ricco di grassi vegetali e polifenoli, riduce l’incremento della glicemia legato al pane, regalando all’organismo le sue proprietà antiossidanti. Le variazioni sul tema sono praticamente infinite: grazie alle 500 cultivar di olio e ad altrettanti tipi di pane, è infatti possibile coniugare sapori e profumi diversi, creando così uno spuntino sempre nuovo. Grazie all’aggiunta del pomodoro, altro grande classico della Dieta mediterranea, pane e olio diventa la colazione ideale per l’estate, leggera e con il giusto apporto energetico. Se poi si coniuga a questa base anche il pesce azzurro, ricco di Omega 3, come le alici, si ottiene un pasto veloce che sostituisce il pranzo o la cena.

C.d.G.

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