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Pubblicato in Scenari il 07 Agosto 2019
di C.d.G.

Le fitopatie che flagellano l'agrumicoltura siciliana, malsecco per i limoni e tristeza per le arance, prima di tutto. 

Poi l'urgenza di una campagna di comunicazione che promuova le produzioni di qualità, la valorizzazione delle aziende agrumicole multifunzionali nell'ottica del turismo relazionale integrato promosso dal progetto "Le Vie della Zagara", la richiesta di favorire processi di aggregazione e di dare finalmente vita a un Piano nazionale agrumi, sino alla richiesta di supporto al Mipaaft sulla promozione e commercializzazione degli agrumi siciliani in Cina, grazie alla spinta data dal Mise all'apertura del mercato cinese. Sono questi i temi affrontati questa mattina dal Distretto Agrumi di Sicilia con il sottosegretario all'Agricoltura Alessandra Pesce, in un mini tour nelle aree di coltivazione di limoni e arance della zona etnea. Il sottosegretario - invitata dal Distretto Agrumi a confrontarsi con i componenti del Cda del Distretto in rappresentanza di tutta la filiera, Consorzi di tutela delle produzioni di qualità, associazioni di categoria, imprenditori - ha potuto constatare di persona negli agrumeti siciliani i danni provocati dalle fitopatie che più preoccupano le coltivazioni di limoni e arance e sulle quali i produttori da tempo invocano aiuti sostanziali.

"Quello degli agrumi, di cui la Sicilia è il primo produttore nazionale – afferma il sottosegretario Alessandra Pesce - è un comparto che riteniamo fondamentale. Il Ministero continua a lavorare al Piano Agrumi e già a settembre convocheremo un nuovo tavolo con tutte le parti interessate. Stiamo raccogliendo le istanze dai territori, poi sarà il momento di fare scelte condivise con la base. Il nostro obiettivo è accompagnare la filiera agrumicola verso traguardi elevati. È doveroso affrontare le emergenze, su cui i produttori vanno supportati, ma quello che serve è uno strumento di ampio respiro, che abbia una visione di medio-lungo periodo di almeno cinque anni, integrata con la riforma della Pac, a cui stiamo lavorando e che dovrà essere il quadro generale in cui inserire ogni piano di settore. Non si tratta dunque solo di risorse finanziarie, che certamente servono, ma anche di strategia. Occorre puntare ad azioni di sistema, fare gioco di squadra è più che mai necessario per avere visibilità e competere con altri player che si stanno affacciando sui mercati internazionali".

"Abbiamo insistito – spiega il presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Federica Argentati –affinché il sottosegretario Pesce venisse a conoscere direttamente sul territorio le potenzialità e le problematiche della filiera agrumicola. È stata anche l'occasione per rimarcare la necessità di un'azione di sistema tendente anche a bloccare l'ingresso di nuovi e pericolosi patogeni dall'estero, con politiche più rigorose all'ingresso dei prodotti esteri in Europa. La visita è stata limitata al territorio etneo, ma ci auguriamo che presto il sottosegretario possa verificare di persona anche le condizioni degli altri territori agrumetati della Sicilia. È stata anche ribadita l'importanza strategica di progetti come vie della Zagara che coniugano produzione e turismo relazionale integrato, una grande opportunità per la nostra filiera agrumicola, testimoniata dalle aziende in cui abbiamo ospitato il sottosegretario, Zash e Azienda agricola Fratelli Arena, tra Riposto e Ramacca. Infine, abbiamo sollecitato chiarimenti sulla campagna di comunicazione prevista dal decreto per l'emergenza agrumicola: per il Distretto l'ideale sarebbe promuovere le produzioni Dop, Igp e biologche. Tale promozione, poi, andrebbe armonizzata con quella che grazie al Mise e all'Ice si sta programmando per il mercato cinese. Sull'export in Cina, opportunità per la quale tante aziende si stanno attrezzando grazie all'impegno del Ministero dello Sviluppo Economico, auspichiamo che la proposta dell'Ice che prevede azioni al consumo in Cina e azione di incoming con il progetto vie della Zagara, proposto dal Distretto Agrumi, possa essere condiviso anche dal Mipaaft. La filiera agrumicola infatti, deve essere promossa con un'azione organica di sistema, come sosteniamo da anni".

Renato Maugeri, presidente dell'Associazione Limone dell'Etna, ha illustrato al sottosegretario Pesce le caratteristiche dei limoni etnei e i danni provocati dal malsecco nella zona della fascia ionica. Una patologia su cui il Crea di Acireale – ha spiegato il direttore Paolo Rapisarda - ha in cantiere un progetto di ricerca sul genoma dei limoni per selezionare varietà più resistenti. Poi, la sottosegretario è stata condotta tra gli agrumeti della Piana di Catania, per riscontrare i danni prodotti dal Tristeza Virus e incontrare i consiglieri di amministrazione del Distretto, in rappresentanza delle varie componenti della filiera agrumicola (erano presenti, Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio Arancia di Ribera Dop; Salvatore Marino, Fedagripesca; Giuseppe di Silvestro, Cia Sicilia; Francesco Ancona, rappresentante produzioni biologiche e i rappresentanti delle imprese Vincenzo Castiglione, Ivan Mazzamuto, Vincenzo Sisinna, Pascal Guliano).

C.d.G.


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