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Pubblicato in Scenari il 25 Settembre 2020
di Giorgio Vaiana
Francesco Ricasoli e Francesco Liantonio

Ricasoli ottiene da Valoritalia la certificazione Equalitas, un importante riconoscimento che premia le scelte e le politiche di sostenibilità della più antica azienda vitivinicola italiana, nonché una delle più importanti e prestigiose oggi presente sui mercati internazionali.

Il cammino della Ricasoli verso la sostenibilità è iniziato già da diversi anni e ha portato a un primo significativo risultato nel 2019, anno in cui l’azienda ha ottenuto, sempre da Valoritalia, ente di certificazione leader in Italia nel settore agroalimentare, sia la certificazione Sqnpi per i terreni che quella del Biologico per alcune linee di prodotto. Aderendo allo standard Equalitas la Ricasoli completa un processo di trasformazione che ne ha fatto un’azienda vitivinicola d’avanguardia, orientata a ridurre progressivamente l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, attenta alla sostenibilità sociale ed economica. Sin dalla metà dell’800, quando era guidata da Bettino Ricasoli, secondo Presidente del Consiglio dell’Italia unita, l’azienda ha fatto della sperimentazione il suo tratto distintivo. È nelle famose cantine di Brolio che il Barone di Ferro (così era soprannominato Bettino Ricasoli) ha messo a punto la cosiddetta “formula del Chianti”, l’attuale Chianti Classico, caposaldo del patrimonio enologico toscano.

Con 240 ettari di vigneto specializzato, la Ricasoli è attualmente l’azienda con la maggiore superficie vitata di tutto il Chianti Classico, la denominazione toscana riconosciuta sin dal 1716 e considerata la più antica al mondo. Francesco Ricasoli, discendente diretto del Barone di Ferro e attuale presidente dell’azienda, ha seguito la tradizione di famiglia portando avanti un’intensa attività di ricerca, con l’intento di delineare le peculiarità del patrimonio viticolo aziendale. Ne è derivata una zonazione molto precisa, che a sua volta ha condotto alla produzione di alcuni crû di grande livello qualitativo. Ricerca, qualità e sostenibilità sono i pilastri attorno ai quali Francesco Ricasoli ha plasmato l’azienda e che ne fanno uno dei brand italiani più noti al mondo.

L’obiettivo aziendale dichiarato da Francesco Ricasoli è giungere in breve tempo ad ottenere per l’azienda un impatto ambientale pari a zero. “La sostenibilità – dichiara – avrà un ruolo sempre più determinante, tanto nei processi di produzione quanto nelle scelte dei consumatori. Per composizione morfologica e ubicazione i terreni aziendali sono tra i più incontaminati e puri della Toscana; le nostre cantine sorgono dove esistevano boschi e pietraie, siamo cresciuti in armonia con la natura e abbiamo realizzato interventi solo ove fosse necessario e sempre nel rispetto degli equilibri ambientali e territoriali. In un contesto così integro non è stato difficile scegliere di praticare una viticoltura amica della natura, utilizzando tecniche agronomiche a basso impatto ambientale. Le ricerche effettuate negli anni, assieme alle tecnologie applicate, ci hanno permesso di rispettare pienamente il territorio e contemporaneamente produrre vini di qualità. Per questi motivi, noi interpretiamo e mettiamo in pratica un approccio a 360 gradi alla sostenibilità e lo consideriamo il nostro grande punto d’orgoglio".

Per Francesco Liantonio, Presidente i Valoritalia, le verifiche effettuate in azienda hanno messo in luce una realtà di primo piano: “Siamo impressionati dall’attenzione che Ricasoli ha dimostrato di avere verso il territorio chiantigiano, verso l’ambiente e verso la sua stessa organizzazione. Equalitas è uno standard difficile e impegnativo; un obiettivo che si può raggiungere solo se si possiede una struttura efficiente e grandi competenze tecniche. Sono convinto che Ricasoli costituisca un modello di riferimento per tutte le imprese vitivinicole italiane. Mantenere un saldo legame con la tradizione creando al contempo innovazione e valore implica coraggio ed un impegno fuori dal comune”. L’ente di normazione Equalitas – che ha elaborato ed è proprietaria dello standard – prevede la possibilità di certificare tre dimensioni produttive relative al settore vitivinicolo: l’impresa produttrice (Standard di Organizzazione), il vino finito (Standard di Prodotto) e infine il territorio circoscritto da una Denominazione di Origine (Standard di Territorio). L’Ente Equalitas è una cosiddetta “Standard Owner”, ossia è una società che non svolge direttamente le verifiche ma a tal fine accredita altri Enti di certificazione, in questo caso Valoritalia. Per certificarsi con questo standard le aziende vitivinicole devono adottare “buone prassi” definite da indicatori economici, ambientali e sociali tra loro integrati e che interessano tutte le fasi produttive, dalla vigna al trasporto del prodotto finito. Infine, al termine del percorso le aziende devono redigere un Bilancio di Sostenibilità nel quale vengono illustrati i risultati e stabiliti gli obiettivi di miglioramento.

C.d.G.


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